Occhi a sogni aperti #10

- 5 Marzo 2012

occhi a sogni aperti

 

THE REAL ONE’S IN YOUR HEAD: NON AVERE PAURA DELLE TUE PAURE

Soundtrack: “Scary World Theory” – Lali Puna

Cos’è che vi fa più paura al mondo? Ci sono delle paure che vi immobilizzano a tal punto da non permettervi di condurre una vita normale?
Sappiate che le fobie sono tantissime. E tutte hanno un nome.

Pensate a quanti specchi ci sono in giro, a quanti posti che riflettono la vostra immagine trovate a ogni angolo di strada, nelle vetrine dei negozi, in casa, nel forno, sulla TV, in bagno. Pensate a Narciso che per troppo amore della propria immagine riflessa è morto, pensate a Dorian Gray e al terrore di vedere la propria immagine invecchiare. Riuscite a immaginare come sarebbe la vostra vita quotidiana se aveste paura della vostra immagine riflessa? C’è qualcuno che deve farlo: l’Eisoptrofobia – o spettrofobia – è la paura degli specchi, o di vedersi riflessi in uno specchio. Immaginate di essere dislessici e di trovarvi a dover leggere ad alta voce supercalifragilistichespiralidoso. Non vi terrorizzerebbe? L’Hippopotomonstruosesquipedaliofobia è, paradossalmente, la paura delle parole lunghe. E pensate a quelle volte in cui siete così stanchi da desiderare solo un letto. Pensate a come sarebbe non potervi distendere per riposarvi, mai: la Clinofobia è la paura di coricarsi, di addormentarsi, di staccarsi dalla realtà.
E poi c’è la metafobia, quella all’origine di tutto, la Fobofobia: la paura di avere paura.
Ma quante fobie esistono al mondo?

LE PAURE IN TRE DIMENSIONI: THE POP-UP BOOK OF PHOBIAS
Gary Greenberg è un comico e, paradossalmente, proprio lui nel 1999 ha dato vita – con l’illustratore Balvis Rubess e lo scultore della carta Mathhew Reinhart – a un incredibile libro pop-up sulle fobie: The Pop-up Book of Phobias (Harper Collins). In questo video qualche paziente lettore ha filmato tutto il libro, sfogliandolo. Dalla paura del dentista a quella delle cose morte.

LA PAURA DEL VOLTO SENZA VOLTO
Nel trailer di Occhi senza volto (Les yeux sans visage), un film del 1960 diretto da Georges Franju, già dalle prime note della colonna sonora e dalle prime immagini si insinua nello spettatore il terrore, quasi ancestrale, della faccia senza volto.

John CLang è un artista visivo e fotografo di Singapore. Nella sua serie di foto “Fear of Losing the Existence” è partito dalla sua storia personale per raccontare qualcosa di incredibilmente e profondamente condiviso:

My parents and parents-in-law are getting older and weaker by each passing day. We are separated by thousands of miles and I only get to see them once a year. With each visit, they look different. Their faces change with more wrinkles, their hair has grown thinner and they have become more fragile – the sure signs of aging. Sometimes when I miss them really badly, I realize I have difficulty picturing their faces accurately in my mind. I’m very afraid that one day I will not be able to remember their faces anymore and we become total strangers.

La paura comune e disarmante di dimenticarci il volto delle persone che non vediamo più.

 
Da piccoli avevate paura dei fantasmi? E dei mostri? Quei mostri adesso li avete scacciati via o sono ancora lì ad aspettarvi sotto il letto? Quali sono i vostri mostri da adulti? Qual è la vostra paura del buio?

Citando i Lali Puna:

I’ve never said you’ll have to
be afraid
of the cookie monster
beside your bed

It’s not the real
The real one’s in your head
Beyond control

I cookie monsters non esistono più, adesso le paure sono nella vostra testa: non abbiate paura delle vostre paure.

 

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