Fiore di cactus

- 27 Marzo 2012

Avete presente la foto della vostra ultima sbronza pubblica? La sera in cui per dimostrare che non siete fighe di legno avete deciso di lasciar risvegliare dall’alcol un giustamente sopito talento per il ballo? La sera in cui avete battuto ogni record di ridicolo con incarognito spirito di rivalsa (“ti faccio vedere, altro che lettrice di Piccola Biblioteca, io sono una con cui puoi spassartela”)? La foto che volete dimenticare. Quella dell’imbarazzo cosmico e dell’ineguagliabile mostruosità estetica.

Nella scena clou di Fiore di cactus a un certo punto tutti si ritrovano in un locale. E ballano. Il dentista Walter Matthau è lì con la sua biondina Goldie Hawn: minuta, ventenne, occhioni. Di fronte, accompagnata da un moroso fasullo, la segretaria Ingrid Bergman deve fingersi moglie divorzianda di Matthau ma la sua principale preoccupazione è soprattutto dimostrargli di non essere “spinosa, come quel suo cactus”. Di non essere una figa di legno. Perciò si lancia in un ballo un po’ sudaticcio, molto elegante, decisamente irresistibile, a fianco della Hawn (la metà di lei e la metà dei suoi anni). E inevitabilmente la surclassa.

Ora, io non so come facciano le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati, o dai dentisti. Immagino che se ti chiami Ingrid sia tutto più facile, perfino a cinquantaquattro anni (che nel 1969 era come dire novantaquattro). Se ti chiami Giulia, o Peppa, o chessò Nadia, allora so solo che devi puntarti la sveglia presto per togliere il tag da quella foto di Facebook, prima che altri possano rivederti e ridere di te, mentre prendono il caffè a letto con Goldie Hawn.

Fiore di cactus
Regia Gene Sacks
Anno 1969

 

Un comment su “Fiore di cactus

  1. 1

    Ti amo.