CaveTour: Mascia Di Marco

- 8 Marzo 2012

di Mascia Di Marco

Il magico tour non si ferma. Le strade si incontrano i sapori si incrociano, le persone e i luoghi si fondono in un unico e splendido cestino di ricordi.

La finestra aperta su Piazza Dante e i libri di Portalba e gli strumenti musicali di via San Sebastiano.

La bottiglia di vino bianco freddo bevuta in un giardino profumato a parlare di sogni e di filibustieri. I sandali neri alti di Patrizia a darci il ritmo.

L’odore del mare e del porto e il sorriso di un barista. Il viaggio in treno fino a Bologna cambio destinazione e poi ritorno odore della notte e dei portici scuri e maliardi con il caldo umido che si appiccica alla pelle. Una coperta di stelle.

Io e Nadia lo stesso vestito la sorpresa nello sguardo e poi una risata un abbraccio, ma alla fine si è cambiata lei.

La voglia di travestimenti come il mio arrivo alla stazione di Rimini, foulard bianco a pois e vestito bianco e occhiali da vamp pure quelli bianchi, le risate di Francesca runner d’eccezione della band scalmanata.

Che serata. Stralunata. San Marino. Fuori dallo spazio e dal tempo e dagli anni la cena medievale.

Rulli di tamburi e poi il silenzio. Presto.

Roma. Bella. Sempre. Sant’Andrea della Valle e i mosaici di Santa Prassede e i boccali di birra sul lungotevere. Meraviglia.

Le città, i vicoli sconosciuti, i piatti che non avresti mangiato mai, le frasi che non avresti mai immaginato di dire e le confessioni quelle che fanno bene e male di cui non pentirsi, pareti e stanze chiuse che si aprono voci che si intonano all’unisono verso il blu in alto, non immaginavo fino a un po’ di tempo fa cosa potesse svelare un cavedio.

 

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