Via col vento

- 7 Febbraio 2012

Diffidate di chi viene a mettere in ordine, ammoniva qualcuno; diffidate di chi non mangia Nutella, tuonava qualcun altro. Io diffido di quelli che non hanno mai visto Via col vento.

Innanzitutto voglio sapere come hanno trascorso tutte le sere di Natale della loro vita, se davvero anziché millantare malori influenzali per rifugiarsi sotto le coperte in compagnia di Rete 4 hanno preferito cenare a zii unificati, il che di per sé basterebbe a giustificare la mia diffidenza per i secoli a venire.

Di più. Considero chi non ha visto Via col vento un individuo privo dell’armamentario basilare di sopravvivenza. Non saprà mai confezionarsi un vestito chic con le tende del salotto. Ridete? Allora pensate a quando sbuffavate: “la Crisi? Non esiste, l’hanno inventata i giornali, è tutto un complotto plutogiudaicobocconiano” e ora ve ne andare in giro con la felpa Best Company del liceo.

E ancora, mi domando cosa rispondano i vergini di Via col vento quando la persona che ha distrutto loro il cuore torna in ginocchio fuori tempo massimo, ché una battuta migliore di “francamente me ne infischio” nessuno sceneggiatore l’ha ancora scritta.

Ma soprattutto non so come chi non ha mai visto Via col vento abbia potuto fare i conti con miss Rossella, altrimenti detta la parte peggiore di sé. Quella parte viziata, vanitosa, egoista e insopprimibilmente protagonista. Quella che usa la migliore amica come strumento per stare vicino all’uomo che ama (accidentalmente anche di lei marito), arrivando perfino a dispensare promesse lacrimevoli tipo “mi prenderò cura di lui” in punto di morte (dell’amica, naturalmente, la perfida non muore mai, del resto “domani è un altro giorno”, sottotitolo “e so’ cazzi tuoi”). Quella parte di noi che morto un marito se ne fa un altro, ma soprattutto si va alla festa da ballo anche se pare male e nemmeno è finito il periodo di lutto.

Calma, non dico che bisogna aver fatto una di queste cose. Al contrario. Dico però che una volta nella vita è fondamentale prendere coscienza della vocina cattiva dentro di noi, ascoltarla, portarla a spasso, farla divertire. Si chiama catarsi, Es, accettazione di sé e in non so quanti freud-junghiani modi. E se non avete visto Via col vento, se non siete stati un po’ quella stronza di Rossella, tanto ci dovrete passare lo stesso. Solo che anziché farvela passare gratis da Rete 4, la pagherete settanta euro a seduta.

Via col vento
Regia Victor Fleming
Anno 1939

 

8 commenti su “Via col vento

  1. 1

    Siamo tutte un po’ Rossella ma noi ce ne vergognamo, lei no. Meravigliosa (tu, lei, la recensione e naturalmente la suddetta pellicola)

  2. 3

    La penso esattamente così. (a zii unificati buahahaha!)

  3. 5

    ” i vergini di Via col Vento” uhahahahahahahaa (scusa, continuo a rileggere)

  4. 6

    Un manifesto!

  5. 7

    Ricavare un abitino fashion dalla felpa best company del liceo: solo chi ha visto via col vento ce la può fare ;) Grande recensione!

  6. 8

    ma perchè … nessuno di voi ha mai detto: “Lo giuro davanti a Dio, non soffrirò mai più la fame !!” ?? …. io l’ho detto! :)