Shame

- 28 Febbraio 2012

Shame è un grande film. Innanzitutto perché è girato da dio, che per l’occasione si è incarnato in un videoartista il quale però ha studiato anche da regista, ovvero non ci propina una versione stiracchiata di un suo cortometraggio ma regge per un’ora e mezza.

Poi perché Carey Mulligan finalmente interpreta un personaggio interessante. Poi ancora per tutto ciò che riguarda la dipendenza da sesso, l’alienazione del porno e tutte quelle cose contemporanee che vi hanno già raccontato molto meglio di me (sorry, but not my cup of tea). E infine per mille motivi che si chiamano tutti Michael Fassbender.

Da quando è uscito Shame, la Treccani ha cancellato “sdraiabile” e l’ha sostituito con Fassbender. Da quando è uscito Shame abbiamo la migliore risposta possibile a “E tu quando ti sposi?”, talmente autoevidente che può capirla anche la parente più anziana e ostinata: “Non vedo il motivo di sposarsi, al giorno d’oggi. Semplicemente non mi sembra realistico”. Da quando è uscito Shame abbiamo anche la frase perfetta per i nostri errori e orrori: “La verità è che veniamo da un luogo sbagliato”.

Soprattutto, da quando è uscito Shame i ruoli tra uomini e donne si sono ribaltati. Non è solo che okay, anche noi femmine abbiamo avuto i nostri dieci minuti di nudo maschile.

È più sottile. Prima, con i Clooney, i Pitt e i Depp, se uscendo dal cinema ci capitava di sospirare “Che bono”, il nostro accompagnatore non diceva nulla, anzi perfino annuiva. Chiaro: i belli imbruttiti, con i loro film politici in bianco nero, mica costituivano una minaccia vera. Due palle per due palle, a ‘sto punto avremmo continuato a farcele con gli accompagnatori.

Poi è arrivato Fassbender. È fighissimo ed è anche un attore divino; mette in mostra neuroni e pacco con la stessa irresistibile eleganza e non ha nessun bisogno di dirci per chi voterà alle primarie.

E dunque accadrà che il vostro accompagnatore biascicherà la frase con cui noi per secoli abbiamo creduto di nascondere il rosicamento per le stangone, ovvero: “Mah, insomma, mica è tutta ‘sta bellezza”. Se non volete rovinarvi la serata rispondetegli che certo caro era proprio quello che stavo pensando anch’io. In alternativa ditegli che domani sarà una giornataccia, che purtroppo dovete tornare a casa perché vi dovete svegliare presto, mollatelo là dov’è, prendete la prima metropolitana e pregate – questa, scusate, è solo per chi ha visto il film – che quella metropolitana sia la stessa di Fassbender.

Shame
Regia Steve McQueen
Anno 2011

 

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