Parole da adottare e da buttare: Marco Rossari

- 9 Febbraio 2012

Che parola vuoi adottare?

Albicocca. È una parola pulita, schioccante, mobile. Liquida e terragna insieme. Succosa, polposa, carnosa, scivolosa, corposa (ho ingoiato un rimario da piccolo). Scivola bene tra le labbra, è sensuale, si addenta facile. È vellutata, quasi elegante. Arancione! Avvolge bene il frutto che denomina, proprio come il frutto avvolge il nocciolo. Provate a pronunciarla ora: vi sentirete meglio. Conosco una ragazza che l’ha detta una mattina ed è diventata immortale.

Che parola vuoi buttare?

Poetico. Sovente usato per definire il broncio di un schnauzer, un aforisma apocrifo di Gibran o Borges, un tramonto con ecomostro, il nitrito di un cavallo isterico, il lungomare dove i gabbiani defecano, un quadro estenuato di Vettriano, un sonoro ruttino del bimbo o un pensiero di Gerry Scotti su Twitter. Se la poesia è ovunque, non è più da nessuna parte.

Marco Rossari, scrittore, giornalista e traduttore

 

Un comment su “Parole da adottare e da buttare: Marco Rossari

  1. 1

    Semplicemente meraviglioso e … visto che anche io abuso un po’ dell’aggettivo “poetico” mi impegno a stare più attenta