Occhi a sogni aperti #7

- 13 Febbraio 2012

occhi a sogni aperti

 

SUL NASO COME LIMITE DEL MONDO: LA MAGIA CALATA NEL REALE

Gregorovius pensò che da qualche parte Chestov aveva parlato di vasche per i pesci con un tramezzo mobile che al momento voluto poteva essere tolto senza che il pesce, abituato al proprio settore, si decidesse una sola volta a passare dall’altra parte. Arrivare fino a un punto dell’acqua, girare, tornare indietro, senza sapere che l’ostacolo non esiste più, che basterebbe continuare ad avanzare… […] Che cosa stupenda esser là ad osservare i pesci nella loro vasca e d’un tratto vederli passare all’aria libera, andarsene via come colombi. Una speranza cretina, certo. Tutti retrocediamo per la paura di andare a sbattere con il naso contro qualcosa di spiacevole. Sul naso come limite del mondo, ecco un tema.
(Julio Cortázar, Rayuela)

Non ho mai amato la fantascienza: il completo sovvertimento della realtà in fantastico, gli alieni, le astronavi, i mostri, i vampiri non mi hanno mai attratta. Sognare per me è immaginare dei piccoli errori nella realtà così come la conosco. Non grandi cose, non fate e unicorni, mondi alternativi, universi rimescolati. Ma solo la mia vita normale con qualche dettaglio fuori posto: mi sveglio, accendo il bollitore e la mia teiera parla. Mi preparo per uscire, inforco gli occhiali da sole e attraverso le lenti capisco se la mia portinaia ha litigato col marito o se la cameriera del bar di Lambrate è felice perché ieri sera si è innamorata. Avete mai letto Molto forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer? Avete presente le cose che immagina Oscar? Se sì, avete capito di cosa parlo. Come inghiottire dei minuscoli microfoni che diffondano i suoni del nostro cuore da dei piccoli altoparlanti che portiamo in tasca. Chiedersi come sarebbe un mondo in cui tutto è come lo conosciamo, solo che ci sono delle piccole cose in cui penetra il magico. La magia calata nel reale. Niente marziani dietro l’angolo, solo torte che sanno di quello che provava la persona che ce le ha preparate o tubi sotto i letti che raccolgono le lacrime versate sui cuscini.

SPARIRE COME ILLUSIONISTI
Quando ci sentiamo a disagio, quando non abbiamo semplicemente voglia di parlare, quando vogliamo dimenticarci del resto del mondo: poter sparire in una nuvola di fumo, come gli illusionisti che amavamo da piccoli.
Sara Magni, fotografa milanese, nel suo progetto Sparizioni fa dissolvere le persone in bellissimi fumi colorati.

 

RICOPRIRE LA REALTÀ DI FANTASIA
Immaginate di aprire la finestra della vostra camera e vedere le strade trasformate in canali navigabili, oppure di alzare la testa e scoprire intere città in miniatura abbarbicate su un lampione.
L’artista svedese Johan Thörnqvist fotografa quello che vede e lo popola di mondi immaginari.

 

STELLAR: GLI ESSERI UMANI SONO FATTI DI MATERIA STELLARE
Ma se gli esseri umani fossero fatti di materia stellare? Stelle morte che rinascono in nuove vite, nei corpi che conosciamo.
Ignacio Torres è un fotografo texano che, partendo da questo presupposto, ha dato il via al progetto Stellar : gif animate di figure umane incagliate in varchi spazio-temporali fatti di polvere stellare, in una sorta di processo creativo celestiale.

 

Basterebbe continuare ad avanzare oltre i limiti a cui siamo abituati, guardare oltre il proprio naso, per poter vedere i pesci prendere il volo come colombi.

 

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