Occhi a sogni aperti #6

- 6 Febbraio 2012

occhi a sogni aperti

 

NASCERE FERRI DA STIRO IN UN MONDO DI ZUCCHE

In un racconto di Aimee Bender intitolato Testa di ferro una coppia con la testa a forma di zucca si sposa e mette al mondo due figlie con la testa a forma di zucca. Al settimo anno di matrimonio la moglie scopre di essere di nuovo incinta, questa volta però dà alla luce un bambino con la testa di ferro da stiro. A scuola, il bambino con la testa a forma di ferro da stiro non si fa amici perché tutti si aspettano che sia un duro, per via di quella punta di metallo affilato, mentre lui non è per niente un duro e preferisce giocare nella sabbia che sull’erba del campo sportivo. Un pomeriggio, stanco di essere preso in giro da una marea di bambini con la testa umana e dalle sorelle con la testa a forma di zucca, se ne va tutto solo a fare una passeggiata:

Quando arrivò al palazzo vide che era un negozio di elettrodomestici. […] Non era un negozio tanto grande, ma era il più grande che avesse mai visto, tutto bianco splendente con le luci al neon, sembrava l’interno di un dente. Percorse piano piano le quattro corsie fra gli scaffali, con le mani in tasca, passando davanti a frullatori e macchine da cucire, aspirapolvere e tostapane. Alla fine si imbatté nell’assortimento di ferri da stiro, a metà della terza corsia, e lì si fermò. Ce n’erano di quattro o cinque tipi diversi, alcuni nelle scatole con le foto sopra, altri in esposizione, col mento puntato verso l’alto. Lui si sistemò a terra là di fronte e si mise a osservarli da sotto in su. Immaginò che fosse una riunione di famiglia. Ciao a tutti. Che piacere rivedervi. Salutò la zia, lo zio, i cugini. Allungando la mano, prese le scatole dagli scaffali, una per una, e le dispose attorno a sé in semicerchio. […] Il bambino con la testa a forma di ferro da stiro rimase lì tutto il giorno, dalle dieci di mattina alle quattro del pomeriggio, esalando un lento e costante sospiro di vapore, e nel negozio nessuno gli rivolse neanche la parola.

Io credo che più o meno a tutti capiti prima o poi di sentirsi una testa di ferro da stiro in un mondo di teste di zucca. Una gomma in un mondo di matite. Fuori posto, errori nel codice, capitati lì per caso, incompresi. E cerchiamo un posto che possa assomigliare a casa.

 

GUARDARE OLTRE LE APPARENZE: HIS POTENTIAL IS OURS
Che poi spesso capita di trovarsi anche dall’altra parte. Quello normale sei tu. Ti trovi di fronte qualcuno che riesce a fare sempre battute fuori luogo, un pezzo del puzzle che si mette sempre nel verso sbagliato, un cactus con troppe spine. A volte ti spazientisci. Poi un giorno succede qualcosa, passi un pomeriggio con quella persona, la ascolti, fai sì che si scuota di dosso qualche spina. Oltre le apparenze intravedi qualcosa, e capisci che sotto quella testa di ferro da stiro c’è una testa di zucca anche più bella della tua.
Qualche anno fa è girato questo video, è una pubblicità ma forse proprio per questo l’ho apprezzato ancor di più. Non vi anticipo nulla ché sarebbe come mangiarvi il soldino di cioccolato prima di darvi la merendina. Lui è Mr W..

 

CANCELLARE LE COSE CHE NON SONO PER TUTTI
Uno dei miei libri illustrati preferiti si chiama A una stella cadente (edito da Orecchio Acerbo). Lo regalo a tutte le persone che entrano davvero nella mia vita, dentro ci attacco un post-it, ci scrivo “Il desiderio di…” e chiedo loro di pensare a quale sarebbe il loro, di desiderio, da esprimere a una stella cadente. Mara Cerri ha illustrato le speranze le paure le cose che non si possono confessare ad alta voce di una serie di adolescenti: “Scoprire cos’hanno dentro tutte le cose che non parlano”, “Sapere che succede a tutti di sentirsi goffi e pesanti”, “Sganciarsi da terra”. La maggior parte urlano fra le righe la stessa urgenza: sentirsi come tutti gli altri. I disegni della Cerri sono di una delicatezza commovente, le ragazze si scompongono, si sollevano, ritrovano la leggerezza che desiderano, tirano fuori squali da sotto le gonne per difendersi. Le sirene desiderano un mondo senza mutande: cancellare le cose che non sono per tutti.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL BRUTTO ANATROCCOLO SI FA CERCHIO
Che poi è una storia vecchia quanto il mondo, è la storia del brutto anatroccolo. Della bestia nel castello che poi è un principe. In questo video in stop motion realizzato dal duo francese Tout Court, in un mondo di quadrati nasce un cerchio, solo e incompreso: Le vilain petit carré.

Finché un giorno scopri che con i cerchi e i quadrati insieme si costruiscono le macchine e si va molto più veloce.

 

2 commenti su “Occhi a sogni aperti #6

  1. 1

    Commovente… brava. Questo post è perfetto e poi io adoro orecchio acerbo…

  2. 2

    Grazie mille Alessia. I libri di Orecchio Acerbo sono uno più bello dell’altro, concordo!