Luna | Seconda parte

- 11 Febbraio 2012

Luna prepara la valigia e si mette il vestito preferito, quello alla marinara col piccolo fiocco blu sulla schiena, all’altezza della vita. Ballerine blu, orecchini a clip bianchi e bracciale. Uno sguardo allo specchio, il solito pensiero, ed è pronta per andare all’aeroporto.

In realtà non c’era molto da preparare: Luna porta con sé l’indispensabile. Ha riempito la valigia di nulla. È sicuramente il bagaglio più leggero dal punto di vista pratico, ma assai pesante da un punto di vista più intimo.

Si chiedeva se fosse questa l’essenzialità cui aspirano tutte le persone ordinate del mondo. Ma non poteva essere così: nessuno vuole essere infelice e sentirsi ridicolo, portandosi in giro un vuoto che andrebbe riempito.

Prima di uscire di casa, ruota di 45° la valvola del gas; non vuole che la vecchina del palazzo di fronte, l’unica a sopportare l’afa estiva, muoia per un’eventuale fuoriuscita con esplosione annessa.

Con passo sicuro, si dirige dal tabaccaio e compra un pacchetto di chewingum, uno di sigari alla vaniglia e un biglietto per la navetta che la porterà all’aeroporto.

Anche uno snack, perché quello che vendono le hostess costa il doppio. Bisogna risparmiare per i prossimi viaggi, nel caso in cui anche questo dovesse andare male.

L’andare male di Luna corrispondeva all’andare bene della gente comune. La realtà non era più piacevole come quando aveva dentro di sé la giusta motivazione; ora, questa realtà le si conficcava nella carne come un vetro rotto. Un corpo estraneo, tanto più doloroso quando notava l’acuirsi delle differenze tra il suo modo di sentire e quello degli altri. Com’erano tutti perfetti; lei sublime, invece. Sublime per quel fondo d’inquietudine scura, che intorbidiva la sua lucidità mentale, senza lasciarle la possibilità di sostituire un pensiero di morte con una luminosa distrazione.

Un giorno aveva deciso di arrotondare lo stipendio facendo dei pacchetti regalo in profumeria. Irina aveva notato quanto fosse goffa, così aveva deciso di mostrarle come si dovesse procedere.

– Vedi? Un lato lo blocchi con la pancia, mentre l’altro lo pieghi nel modo giusto e lo fermi al centro con lo scotch. E così via…

Luna aveva guardato divertita la semplicità dei gesti di chi ha esperienza ed improvvisamente aveva scoperto di non essersi mai aiutata col proprio corpo. Aveva assegnato ad ogni sua parte un compito ben preciso, senza però far collaborare le varie parti tra loro. Forse era tutta colpa di quel corso di danza a cui aveva rinunciato per non deludere le aspettative troppo alte di sua madre.

In ogni caso, queste epifanie le mostravano come, da un insignificante episodio, si potesse scoprire un nuovo modo d’essere. Non solo non si aiutava col corpo, ma non si aiutava in generale. Non si dava mai pace. Un’altra persona, al suo posto, sarebbe probabilmente rimasta affascinata dal mistero dischiuso in quelle piccole scoperte. A Luna interessava vivere come tutti, essere normale e non avere paura. E invece no, appena si esprimeva o si conosceva meglio, riusciva a racimolare solo la sensazione d’essere ridicola e tornava a stare male.

Marco era morto da un pezzo. Un vuoto incolmabile si era impossessato di lei. L’unico pensiero che brancolava nella sua mente era l’inutilità di una vita senza amici, priva di comunicazione,di parole soppesate e sguardi complici.

E non bastavano gli squarci d’amicizia colti in quegli anni a ridarle la solidità di un’empatia viva. Luna era un’inconsolabile; le poche storie e conoscenze coltivate dopo l’accaduto non facevano che rafforzare il suo desiderio di lasciare questo mondo perennemente alieno.

 

2 commenti su “Luna | Seconda parte

  1. 1

    :) un bel salto narrativo… E vediamo poi che succedera’!

  2. 2

    Eh sì, per conoscere meglio questa Luna… :)
    Grazie per aver letto anche questa puntata!

    Buona domenica,
    Sara