Luna | Prima parte

- 4 Febbraio 2012

Luna fissa con un sorriso-killer la sua valigia. Maniaca dell’ordine, da piccola adorava stirare i vestitini delle bambole, piastrare i capelli alle Barbie e fare la doccia a Ken, sapendo quanto fosse penoso sopportare le zaffate di sudore dei maschi in piena estate.
Da qualche anno non ha una brillante vita sociale e trascorre gli inverni da sola, pianificando e prenotando i voli per le stagioni successive. L’unico piacere che si concede è una tazza fumante di caffè ogni pomeriggio.
Prima non era così: lavorava in una profumeria e le piaceva cambiarsi nel ripostiglio del negozio, con l’idea che subito dopo sarebbe andata a mangiare qualcosa con gli amici. Avrebbe visto Marco e con lui avrebbe intavolato focose discussioni sugli ultimi libri letti.

Un giorno aveva incontrato Hermann. Era entrato nel negozio con la sua aria da straniero, un cappellino colorato in testa e una compostezza tutta tedesca. Indossava un lungo cappotto marrone e doveva essere miope, perché per leggere i nomi delle fragranze si faceva venire delle rughette attorno agli occhi e allungava il collo.
A un certo punto, Hermann si era guardato attorno, come se avesse bisogno di un consiglio e aveva puntato su Luna.

‒ Scusi, quello quanto?
‒ Quello medio costa 78 euro, è una novità.
‒ Buono per lei?
‒ No, per me un solo profumo è veramente buono.
‒ Ah, quale?
Luna si mette a ridere: – No, non è tra questi.
‒ Ah.

Sembrava deluso, come se gli fosse stato appena strappato dalle mani qualcosa di molto caro e, non avendo ancora realizzato la perdita, fissasse con sguardo assente i palmi vuoti, scuotendo leggermente il capo.

‒ Lei non è italiano. Da dove viene?
‒ Io sono tedesco. Sono nato a Freiburg.
‒ Capisco.
‒ Ha da fare stasera?
‒ No, stasera no. Ma perché mi chiede questo?
‒ L’ho notata da fuori. Sono uno scrittore e, dopo aver visto il suo smarrimento, non sono riuscito a pensare ad altro e mi sono venute in mente molte storie da sviluppare… avevo bisogno di conoscerla, mi perdoni.
‒ Capisco…
‒ Mi scusi, l’ho messa in imbarazzo e mi dispiace. Le chiedo solo di passare solo qualche ora con me, vorrei conoscere la sua storia.
‒ Ma quale storia? La mia è una storia come tante altre, non saprei nemmeno da cosa partire. E comunque sto lavorando, devo lasciarla.
‒ Stasera ci vediamo alle 20 al bar all’angolo. La prego, venga. Non sarò fastidioso e lei può andare via quando vuole.
‒ Vedrò, arrivederci.

 

4 commenti su “Luna | Prima parte

  1. 1

    Quando arriva sabato prossimo? E’ un incipit che funziona…

  2. Sara Murgia
    2

    Ciao Claudia!
    Sono contenta che l’incipit ti abbia incuriosito.
    Spero di non deluderti nelle prossime puntate ;)

    Buona domenica,
    Sara

  3. 3

    Aspettando le prossime puntate. intrepidamente.
    A.

  4. Sara Murgia
    4

    Ciao Varius! -3…