Hunger

- 17 Febbraio 2012

 Uno dei miei difetti conclamati è che sono una tipa incostante. In tutto. Anche quando si parla di cause umanitarie, passate, presenti e future: un giorno decido di imbarcarmi sulla Freedom Flotilla, il giorno dopo mi sento in dovere di istruire l’umanità sulla questione tibetana, un altro giorno c’è la Nestlè che ruba l’acqua ai pakistani, una settimana divento esperta di storia cubana, un’altra so tutto sul genocidio armeno…

Argomenti che mi appassionano più a lungo però ce ne sono: uno di questi è la questione irlandese, con relative opere – letterarie, cinematografiche, rock – ad essa ispirate. Ditemi il titolo di un film sui troubles, nel novantanove percento dei casi vi dirò “ce l’ho”. Qui potrei raccomandarne un sacco, e probabilmente lo farò. Intanto comincio dall’ultimo che ho visto, perché è il primo film del regista di cui oggi devi parlare sennò non sei nessuno, ma soprattutto perché è un film sconvolgente.

Se deciderete di vederlo, vi dovrete dimenticare l’erba accarezzata dal vento e gli occhi fiammeggianti di Daniel Day Lewis che combatte nel nome del padre e della libertà senza perdere un grammo di bellezza. Qui Michael Fassbender diventa uno scheletro che caga sangue, non ci viene risparmiato nessun conato e nessuna piaga, nessuna manganellata, nessuna perquisizione corporale, nessun verme in mezzo agli escrementi. Io mi sono dovuta spesso coprire gli occhi, ma vi dico lo stesso: vedete questo film, magari prima di dire “beh, infondo anche la Thatcher era umana” perché Meryl Streep è stata tanto brava.

Hunger
Regia Steve McQueen
Anno 2008

 

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