Gli enneatipi 2 e 6 | Quarta parte

- 23 Febbraio 2012

«Sai che continua a sfuggirmi perché rimare con “cuore” è un problema? E se “cuore” fosse inteso come “muscolo cardiaco” che non ha niente a che vedere con l’amore?», mi fa Carla riportandomi alla colazione più lunga della mia vita.
«Diciamo che, se scrivessimo una canzone su un intervento chirurgico, la parola “cuore” potrebbe entrarci.»
«Ah. Però, vedi? Sei il primo a essere schiavo dei cliché…»

Le sorrido. Quando mi contraddice e tende a somigliare più all’estroso enneatipo 4, l’artista, che al 2, lo stucchevolissimo altruista in cerca di conferme, guadagna fascino. E poi ci sono i ritmi.
Quelli s’incastrano come una spina alla presa. Colazione alla stessa ora: lei mi prepara il caffè e le fette biscottate. Al bagno non si trattiene quaranta minuti come spesso le donne fanno, ma si dà una finta spazzolata e via. La sua sciatteria annienta ogni formalismo, e io mi concedo di ciabattare col pigiama di Mazinga. Cose così, da coppia rodata.

«Potresti uscire con noi, stasera…», le propongo con un eroico uscirmene a cazzo.
Carla mi guarda, e per la prima volta si scorda del tic per continuare a guardarmi. Un brivido quasi romantico mi zigzaga lungo la colonna vertebrale.

«Con Malko e Alice, intendi? Sei carino a propormelo…»
«Allora, vieni?»
«È che… boh, sarebbe imbarazzante. Vedi, volevo dirtelo proprio ieri, poi però… Che poi magari è una cosa così e sono io che le do importanza, ma… sai quando incontri una persona e ne resti colpito, e anche quella ti ha detto che sì, le piaci, poi però… boh.»

Cosa? Cosa? Il brivido quasi romantico si trasforma in un fremito d’orrore.
«Malko?», le chiedo, come se avessi di fronte uno scarafaggio infarcito di sbobba.
Carla mi guarda. «Macché Malko…». E il suo sorriso si sgretola in una risata di vetro.
Io mi adombro, e lei inchioda il mio sguardo con due pupille che sembrano spilli. Poi fa quel suo sorriso fragile, verso cui provo la nostalgia preventiva per le cose che non si riuscirà a trattenere.
«Ne parliamo un’altra volta… Stasera non posso. Grazie, però.»

Si alza, sparecchia velocemente e, avvolta nel sole, lava le tazze e i piatti della sera prima. La sua gestualità nervosa fa sembrare che alle sue spalle qualcuno si diverta a schiacciare STOP, PLAY, STOP, PLAY. E mentre l’acqua inonda il lavello io mi chiedo: Alice?, e alla luce del dubbio risfoglio l’Enneagramma per chiarirmi a quale tipo Carla appartenga.
Forse non l’ho mai inquadrata davvero.

 

8 commenti su “Gli enneatipi 2 e 6 | Quarta parte

  1. 1

    Tiene come ritmo e sorprese fino all’ultima frase, quando oramai è chiarissimo chi è il vero muro di gomma che, ad occhi ostinatamente chiusi, non concede alcun feedback nella comunicazione a due dei protagonisti.
    Lui è un tipo frustrato e squallidissimo ed è bello che pian piano il personaggio venga fuori alla luce sempre e comunque a partire dall’immagine tanto disprezzata di lei, che lei gli restituisce momento per momento (anche come flash memoriali) durante l’ennesima colazione/dichiarazione d’amore vissuta insieme…

  2. 2

    Grazie… davanti a un commento tanto approfondito rischio davvero di rispondere con le peggiori banalità :-)

  3. 3

    Prego.
    Cmq sappi bene che NON è il mio preferito fra i tuoi racconti che mi sia capitato di leggere finora…
    Secondo me dai il meglio di te quando dai libero spazio alla tua vena intimistica più tragica e crudele…
    CIAO!

  4. 4

    Dai? :-) Allora la prossima volta lascerò andare la mia crudeltà a briglie sciolte… è trasformarla in ironia che è più difficile :-)

  5. 5

    Ammazza come riesci a dipingere bene i personaggi in così poche righe! Pure non capendoci una mazza di enneatipi e confondendomeli di continuo tra loro, mi sembra di conoscere il protagonista e Carla da almeno circa un mese! (Che è il periodo nel quale venne pubblicata online la prima parte)

  6. 6

    Grazie mille davvero!!! E grazie di avermi commentato ogni puntata: vincerai una medaglia all’onore :-)

  7. 7

    Bello. Davvero.

  8. 8

    Beh, grazie. Davvero. :-)