Occhi a sogni aperti #3

- 16 Gennaio 2012

occhi a sogni aperti

 

DIPINGERE LA REALTÀ (I COLORI DOVE NON TI ASPETTI)

Ci sono dei momenti della vita in cui le cose si colorano da sé, non hai bisogno di cercare niente al di là della realtà e l’immaginazione ha poco spazio, perché è tutto già accesso così, saturo. Poi invece ci sono dei periodi in cui i colori non riesci proprio a vederli: io normalmente in quei momenti scatto in bianco e nero, così se non riesco a vedere le cose colorate almeno posso cercare di ricondurle a una dicotomia semplice. Bianco o nero, 1 o 0, on o off. Come vederne lo scheletro, andare al succo. Però c’è anche un periodo intermedio. Come il passaggio dalle fotografie in bianco e nero a quelle colorate dal fotografo. Avete presente quelle stampe su carta spessa, le donne con le guance rosate e i mazzi di fiori? Una via di mezzo fra la fotografia e il quadro. Ecco, caliamoci in una di quelle cartoline anni ’20: proviamo ad aggiungere i colori lì dove non ce li aspettiamo.

 

SARAAB: FUOCHI D’ARTIFICIO PER COLAZIONE

I fuochi d’artificio mi ricordano casa, e mio padre. La sera della festa patronale che salivamo sulla terrazza più alta quando mia madre dormiva già, per vedere i fuochi d’artificio assieme. Il buio e poi l’esplosione di colori, io che mi tappavo le orecchie, lui che si emozionava come un bambino.

Pensa vedere quei fuochi d’artificio col cielo azzurro dietro.

L’artista cinese Cai Guo-Qiang  ha trovato un modo per mettere i colori nel cielo anche quando è giorno. In occasione dell’inaugurazione della sua esposizione “Saraab” all’Arab Museum of Modern Art di Doha (Qatar), il 5 dicembre scorso ha organizzato il suo più grande “evento esplosivo” degli ultimi tre anni: miraggi (saraab) meravigliosi.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=FPV8zdiySlI


THE CHROMATIC TYPEWRITER

La verità è che quando le parole si fanno troppe e troppo complicate diventano quasi inutili. Sarebbe bello poter essere tutti artisti, a volte, e poter parlare con i colori.
Il pittore Tyree Callahan ha  preso una vecchia macchina da scrivere, una Underwood Standard del 1937, e ha sostituito i colori alle lettere: ne è nata la Chromatic Typewriter.

Così puoi dipingere anziché parlare, mostrare anziché spiegare con le parole.

Chromatic Typewriter

 

PAINTING REALITY

Immagina come sarebbe se al posto dei grigi gas di scarico le macchine espellessero fumi colorati. Il Duomo andrebbe restaurato per riportare il bianco fuori da tutti quei colori. Nel cielo si addenserebbero nuvole di tramonti e fioriture.

A Berlino il 9 luglio del 2010 le auto che passavano da Rosenthaler Platz si lasciavano dietro scie di colori sull’asfalto. L’artista tedesco IEPE e la sua “anonymous crew” avevano sparso per la piazza 500 litri di pittura ecologica, un colore per ogni incrocio. Le auto sono diventate dei pennelli ambulanti, la città un quadro dipinto dai percorsi dei suoi abitanti.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=N1AHBZybjW4

 

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