La puntualità sopra ogni Co… op | Terza parte

- 22 Gennaio 2012

Le 3 e 21.
Non più di dieci minuti per terminare la spesa, uscire dal supermarket, depositare gli acquisti a casae dirigersi verso Piazza Duomo.
Non più di dieci minuti, altrimenti… altrimenti l’appuntamento per le quattro e il mio futuro sentimentale salteranno.

Strappo il biglietto numero 67, il display a led rossi segna il 66, incarnato nella settantenne che viene servita dal macellaio.

“Desidera altro, signora?”
“Ah sì, mi dia la fesa di vitello, tre fettine, mi raccomando tagliate sottili.”

Sul banco di vetro sono allineati quattro pacchetti, il vitello è il quinto della serie: buon auspicio, fra poco sarà il mio turno, trita mia non scappare!

“Ecco il vitello, guardi qua, che meraviglia” le mani grassocce del macellaio mostrano le fettine, non propriamente sottili, appena affettate.

La signora, occhiali montatura oro, labbra porpora intonate col cappotto sintetico, lancia uno sguardo disattento alla merce mostrata, l’attenzione rivolta alle spalle del commerciante, all’insieme di salumi, carni, formaggi allineati, che ansiosi sperano di essere prescelti.

Le 3 e 22.

“Oh, avete pure lo speck!”
“Certo, ben stagionato. Quanto ne vuole?”
“Me ne faccia due etti abbondanti.”

Le 3 e 23.

“La bresaola, anche questa sui due etti, poco più”.

Le 3 e 24.

“Oh, dimenticavo lo scamone!”

Le 3 e 25.

“Mio marito non può fare a meno del roast beef. Ne va matto.”

Le 3 e 26.

“A formaggi come siamo messi?”
“Sono a posto, grazie”.
“Sicura?” insiste il malefico tentatore.
“Beh, insomma, forse…”
“Forse?” luccichio soddisfatto nello sguardo sorridente del corpulento adescatore.
“… ma sì, mi dia una bella fetta di quel Quartirolo che solo a vederlo ho l’acquolina in bocca”.

Le 3 e 27.

Dieci pacchetti per una spesa complessiva che sfiora il PIL del Guatemala.
Do un’ultima possibilità alla vegliarda (il marito non dovrebbe averne alcuna: la gotta presto lo porterà nell’Oltretomba) e al sottoscritto: l’undicesimo pacchetto non è temporalmente sostenibile.

“Non avremo mica finito?” un gongolante macellaio a stuzzicare gli insani, compulsivi, iperproteici acquisti della cliente che ora, abbandonati i salumi e i formaggi, si concentra sulla vetrina dove sono esposti i prodotti gastronomici.

È sul suo “Una confezione di insalata russa, grazie” che abbandono ogni speranza tritesca.
Mollo il reparto macelleria, mollo la signora, mollo il marito prossimo alla morte (se non la gotta, sarà l’eccesso di colesterolo a terminarlo), mollo tutto e mi fiondo verso la cassa.

 

4 commenti su “La puntualità sopra ogni Co… op | Terza parte

  1. 1

    Madò ma quanto cacchio ti capisco…
    Certe volte ho la tentazione di insultare, imprecare oppure solamente sgozzare tutti i presenti.. pur di prendere 100 gr di prosciutto cotto senza polifosfati grazie!! :)

  2. 2

    @Max Dejavù
    Ho volutamente calcato la mano, ma il racconto parte comunque da esperienze simili a quelle descritte.
    Grazie per il commento (anche i nitriti vanno evitati ;-))

  3. 3

    polifosfati e nitriti, d’accordo
    (schiverei anche i ragli, per quanto possibile)
    continua, spero
    ciao

  4. 4

    @yetbutaname
    Sì, domenica l’ultima parte.