Drive

- 20 Gennaio 2012

Era davvero da molto tempo che non vedevo un film “enorme”. Non conosco il regista del miracolo (Nicolas Winding Refn) e vedrò la filmografia completa perché questo non può essere un caso isolato. Tre gli elementi fondamentali che per me fanno di Drive un gran film (e di ogni film in genere, se qualche registello volesse segnarseli per capire dove ha fallito e come redimersi).

Uno: fotografia mozzafiato, nel senso che su quasi ogni frame si potrebbe mettere pausa e farci una dissertazione intellettuale e manieristica, sì ok lui era Newton Thomas Sigel (I soliti sospetti) ma di bravi se ne trovano, eh. Due: solida sceneggiatura alla base (che per me è come il pan di spagna della torta mimosa, se fa cagare poi va da sé che farà cagare tutto il resto) fondata sul romanzo omonimo di James Sallis. Tre: attori della madonna a cominciare dal protagonista senza nome Ryan “Carlo Magno dei boni” Gosling. Personaggio che risulta sexy pure con uno stecchino in bocca e non perde charme nemmeno indossando per tutta la durata della pellicola un trucidissimo bomber bianco trapuntato con inserti dorati ed effige di scorpione nel retro.

Io valuto spesso la bravura di un attore dalla sua capacità di farmi frignare senza pronunciare la benché minima battuta, un metro di valutazione affinato negli anni, e di fronte a questo meccanico/stuntmen/pilota silenzioso confermo e pongo Gosling in un mio personalissimo Olimpo di attori-dei. Egli guida ‘a machina signore e signori, questa è la sua caratteristica e i film con personaggio principale che ha una dote spaccaculi non passano inosservati. Egli è pure un eroe nel senso postpostpostmoderno e pure un po’ romantico del termine (ecco perché piacerà anche a noi femminucce pure se pare un film per soli uomini duri e puri). È un giustiziere della notte (e anche del giorno) col cuore di panna.

Si è invaghito di una vicina di casa sfortunella con figlio a carico (Carey Mulligan) e se solo provano a torcerle un capello lui gli spacca la testa e non in senso figurato, bensì proprio che ti spacca la testa a forza di calci in faccia con rimbombo di ossa craniche frantumate (era dalla scena del marciapiede di American History X che non mi tappavo gli occhi in una scena di violenza, vi avverto qui ci si deve tappare pure le orecchie e non succede solo una volta).

Altre cose in ordine sparso: Brian Cranston (sì maschietti, proprio quello di Breaking Bad), la scena madre del film rappresentata da un good bye kiss mozzafiato in ascensore, l’ambientazione a Los Angeles ma senza il brillantante e l’effetto patinato che ne consegue, il culone di Christina Hendricks (Mad Men) fasciato in un jeans attillato…

Drive
Regia Nicolas Winding Refn
Anno
2011

 

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