#Augiasporn

- 11 Gennaio 2012

Da diversi anni covo dentro di me, con la complicità di pochi intimi amici, la passione per un giornalista meraviglioso, l’immenso Corrado Augias. Da diverse settimane ho iniziato a divertirmi con dei livetweet a scadenza quasi quotidiana durante la sua trasmissione che va in onda tutti i giorni su Rai3 Le storie (ahimè non nel weekend). L’hashtag che ho scelto, nel caso voleste curiosare è #Augiasporn. Il suffisso porn al cognome non è casuale, ve lo spiegherò meglio più avanti.

Io ho una vera adorazione per l’uomo in questione, tipo roba da fanatica stalker con tendenze emulative, una cosa che ha effetti devastanti sulla mia vita e nei miei rapporti con gli altri. Questo amore platonico ed incondizionato trova ragione nel connubio di doti specifiche e comprovate dell’uomo in questione: sobrietà, professionalità, squisitezza dei modi, sublime uso della lingua italiana, perfetta pronunzia delle parole straniere, abbinamento impeccabile delle cravatte e dei calzini, smisurato sapere in diverse materie dello scibile umano, voce suadente, capello selvaggio, compostezza inaudita in posizione seduta… e potrei andare avanti all’infinito.

Con Augias mi sento una Lolita (quasitrentenne) con il Professor Humbert. Ma l’attrazione che mi lega a lui non è banalmente sessuale come l’hashtag lascerebbe intendere. E, visto che nessuno ne mai ha parlato finora, con questo post ho voluto usare un pretesto per fare coming out e parlare di un problema che interessa molte persone, soprattutto molte giovani donne in Italia (sebbene le statistiche sembrerebbero scongiurare la gravità della situazione).

Io soffro da anni di una malattia incurabile: la pornosofia. Ho coniato io stessa il termine non trovando riscontri nella letteratura medica (forse cautamente celata al pubblico inesperto per paura delle ripercussioni sulla società). La pornosofia è il porno per il sapere. Insomma quando ti ecciti di cultura, quando l’arguzia ti fa drizzare le sinapsi e non ci capisci più un cazzo. Questa patologia può essere innescata facilmente da persone di grande intelletto: scrittori, registi, giornalisti (autori per dirla in breve). Ma fate bene attenzione, la miccia può esplodere anche involontariamente da chiunque incontriamo quotidianamente nella nostra vita.

Avendo io rintracciato il focolaio della mia pornosofia in Augias (ed ecco spiegato esaustivamente l’hashtag #Augiasporn) ho utilizzato lui per fare chiarezza dentro di me e per condividere questa cosa con chi si sente così e magari come me vive momenti di grande turbamento all’interno del consorzio umano. Ecco fatevi forza. Non siete soli.

 

8 commenti su “#Augiasporn

  1. 1

    hahahhahaha ! FANTASTICA analisi … chissà che ne direbbe Mr. Augias :)

  2. 2

    Come ti capisco! :)

  3. 4

    Condivido il giudizio positivo a 360, se non 361, gradi per Corrado Augias.

    Forse più che Lolita tu potresti essere un’ipotetica Professoressa Humbert ed Augias vestire gli inconsuenti panni (azzeccando fra l’altro l’abbinamento calzini/cravatta) di un Lolito quasi ottuagenario :-)

  4. 5

    Nube sono sicuramente sapiosessuale. È brutto male che colpisce 75 donne su 83 ma risparmia inspiegabilmente Borghezio. Nano non mi ero mai vista così. Ora mi hai messo in testa una nuova fantasia, come se già non ne avessi a sufficienza.

  5. 6

    allora io sono malato di porno-motia, l’eccitazione sessuale sfrenata accesa da qualsiasi moto…

  6. 7

    ciao Silvia, sono Arianna e anche io soffro di pornosofia.

  7. 8

    Ciao Arianna!

    (Setteperuno in realtà è un gruppo di auto-aiuto)