151° | Terza parte

- 20 Gennaio 2012

Pedro si stupì, ebbe un attimo d’esitazione ma poi guardò di nuovo Aninha. Lei gli fece un semplice cenno del capo e il giovane cuore della testa ricciuta divenne ancora più grande e colmo d’amore. Fu in quell’istante che l’orfano con la pezzetta capì che sarebbe stato schiavo del suo sentimento per sempre. Si rassegnò al proprio destino e non se ne dispiacque.

Decise che avrebbe fatto qualsiasi cosa per la sua amata, anche sfregiare il viso della Dama, anche condannarsi alla dannazione eterna, anche assicurarsi l’esilio perenne. Lui sapeva benissimo che un’azione così non sarebbe mai passata impunita e che le suore avrebbero indagato, annusato, domandato fino a trovare la verità.

Pedro salì sulle spalle di Claudio e allungò la mano armata di carbone con la consapevolezza di segnare così la propria condanna. Del resto era sempre stato un bambino sfortunato, nei suoi lunghi cinque anni di vita aveva collezionato una serie di disgrazie e patimenti che neanche Gesù Cristo in croce. Il piccolo martire sapeva che non sarebbe riuscito a farla franca ma s’immolò comunque felice sull’altare del proprio amore non corrisposto.

Appoggiò il carbone sulla tela. Prima un ricciolo a destra. Poi un ricciolo a sinistra. La Dama divenne in un secondo la Dama Baffuta. E tutti coloro che assistettero alla metamorfosi giurarono che la donna ne aveva guadagnato molto in bellezza e simpatia.

Pedro aveva appena rimesso i piedi a terra quando, dal fondo del corridoio, apparve una flebile luce: “Chi è là? Cosa state facendo?”

E decine di piccole ombre nella notte ritornarono nei loro letti veloci come ne erano uscite. Quando le suore si riunirono sotto la tela della Dama non trovarono niente e nessuno. Niente tranne una pezzetta lurida. La pezzetta di uno dei piccoli. La pezzetta di quel sorcetto coi capelli crespi e l’aria spaurita. La pezzetta che la madre, una ragazza sciocca e leggera al servizio di una famiglia di ricchi e boriosi mercanti di città, gli aveva lasciato nella cesta come unico regalo.

Le suore sorrisero compiaciute. Avevano trovato il loro colpevole.

Pedro venne trascinato di peso fuori dal letto e la notte stessa spedito alla Casa di Frate Eustacchio dai Piedi Puzzolenti, l’Animo Pesante e il Sedere Tonante. Istituto dall’oscura reputazione dove venivano rinchiusi i ragazzi difficili, i casi irrecuperabili o semplicemente i bimbetti molto sfortunati.

La mattina seguente, quando Aninha e gli altri si svegliarono, trovarono la Dama nuovamente privata dei baffi che tanto le donavano. Pochi di loro si accorsero che insieme alle appendici pelose era scomparso anche il loro giovane autore. Nessuno se ne preoccupò.

 

2 commenti su “151° | Terza parte

  1. Giovanni A.
    1

    E’ il migliore, di questo mese.