151° | Quarta parte

- 27 Gennaio 2012

Undici anni dopo al Porto Vecchio si stava radunando un folto gruppo di giovani pronti a seguire il più grande eroe delle Americhe. L’uomo dal pelo fulvo e il naso dritto. Lo straniero che voleva salvare il popolo brasiliano dal giogo imperiale. I ragazzi, provenienti dalle città e dalle campagne, aspettavano ore in fila per farsi esaminare, scegliere, e poter infine entrare a far parte del gruppo dei combattenti rivoluzionari. Uno alla volta si presentavano davanti a quello sguardo acuto che sembrava sempre puntare verso l’infinito. Loro si proponevano speranzosi e l’Eroe decideva se fossero degni della lotta, e quale sarebbe stato il loro compito.

Accanto a Colui che arrivava dall’altra parte dell’Oceano c’era sempre una donna. La sua donna. Un bellissimo angelo. Una figlia del popolo nobile e fiera, dai grandi occhi neri con ciglia di seta, piccole labbra rosa perfettamente disegnate e un cipiglio da generalessa.

Quando fu il suo turno Pedro si fece avanti, mise il petto in fuori e spostò il peso sulle punte dei piedi per sembrare almeno un poco più alto. Era rimasto piccolo e magro, il cuore gli si era indurito come succede a tutti diventando adulti, ma la devozione verso la sua Imperatrice non era stata scalfita. Era andato alla ricerca dell’Italiano coraggioso con l’unico scopo di mettersi nuovamente al servizio dell’amata Aninha, che ora tutti chiamavano Anita. Forse questa volta sarebbe riuscito finalmente a non essere più uno dei tanti, a farsi ricordare e apprezzare da lei.

“Sei un poco gracilino”, disse il senhor Garibaldi guardandolo dubbioso.
“Sono piccolo ma resistente”, rispose lui, tendendo il più possibile il collo verso l’alto per guadagnare ancora qualche centimetro.

Gli occhi profondi del più anziano fissarono severi quelli del giovane, cercando di comprendere se sarebbe stato davvero in grado di combattere. Gli occhi del più giovane non si abbassarono ma restarono seri e fieri.

Nel bel mezzo di questo scontro di volontà Anita ebbe un sussulto, “È lui!”, urlò sorpresa. I due uomini si voltarono a guardarla stupiti.

“È lui: l’eroe di cui ti ho tanto parlato”, continuò la giovane donna, “il bambino che sfidò la tirannia. Colui che trasformò la Dama nella Dama Baffuta. Il cuore generoso che si sacrificò per tutti noi. Raramente ho visto tanta risolutezza nello sguardo di qualcuno. A soli cinque anni era più coraggioso di molti degli uomini adulti che ho conosciuto nella mia vita”.

Poi infilò la mano in una borsetta che teneva legata ai fianchi e vi tirò fuori uno straccetto.

“Sono più di dieci anni che aspetto di ridarlo al legittimo proprietario. L’ho conservato per te”, disse la nobile Regina inchinandosi di fronte al suo Eroe e porgendogli il pegno della di lei devozione.

 

*Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistiti non è affatto casuale ma neanche storicamente preciso.*

 

2 commenti su “151° | Quarta parte

  1. 1

    Complimenti: poetico e appassionante! :-)

  2. 2

    Grazie, sono molto contenta che ti sia piaciuto :)