Occhi a sogni aperti #1

- 19 dicembre 2011

occhi a sogni aperti

Far sognare le città

E se le città fossero il cielo stellato delle stelle?

Se capovolgi una palla di vetro la sabbia si trasforma in neve e basta un sottosopra per far cambiare le stagioni. L’estate si trasforma in inverno.

E se potessimo fare così anche con le città vere? Cambiare il posto alle cose come se stessimo giocando con i lego, cancellare e riscrivere i nomi dei negozi, spostare le strade, far accendere di rosa il cielo grigio.

Le città sono fatte di persone, che sognano e respirano e amano e vivono, hanno dei desideri e dei bisogni, delle vite che vogliono rispecchiarsi nei luoghi in cui sono immerse. Troppo spesso ce lo dimentichiamo.

Gli artisti che vi presento oggi provano a ricordarserlo, e ricordarcelo.

DREAM CIRCUS

Tu, cosa sogni? E gli operai cosa sognano? Le persone che vivono in centro? Quelle della periferia? I clienti di un hotel? I bambini? Quanti incubi facciamo?

Immagina di camminare per le strade e vedere i sogni di tutti gli abitanti materializzarsi, come vite in case trasparenti.

DREAM CIRCUS è un progetto artistico alla ricerca di sogni.

Se tu gliene regali uno, Daniele Catalli lo visualizza, lo disegna, lo rende tangibile e visibile, lo “libera” nella tua città.

I WISH THIS WAS

Davanti casa mia, da quando sono venuta a viverci, c’è un edificio abbandonato. Non antico, non affascinante, semplicemente in rovina, sventrato. Ogni volta che lo vedo passandoci davanti penso a quanto sarebbe bello se lì dentro ci nascesse una libreria, di quelle con le poltrone e i tavolini, in cui fermarsi a leggere per ore.

Non sarebbe bello poter dire cosa vogliamo nel nostro quartiere? Far sentire i nostri desideri? Immaginarci delle città diverse?

I Wish This Was è un progetto di Candy Chang, è nato a New Orleans circa un anno fa e ora si è diffuso in giro per il mondo. Adesivi che dicono “I wish this was ____.” sono sparsi per la città, come lavagnette bianche su cui ognuno può dire ciò che desidererebbe proprio lì, in quel posto.

INNESTARE

Avete mai pensato a cosa immagina la gente comune? Impiegati, mamme, falegnami, dirigenti d’azienda, commesse della Coop, a cosa pensano? Cosa disegnerebbero se sapessero farlo? O se potessero mostrare al mondo i loro disegni, le cose che immaginano, dove le immaginano, come sarebbero le città?

Innestare è un progetto di Cecilia Viganò che trasforma le città in giardini immaginari, in cui piantare i semi della fantasia dei loro abitanti. Fiori che fanno sognare altre persone, e ancora e ancora, fino a far fondere l’immaginario col reale.

Immagini qualcosa, la disegni, semini il tuo disegno in giro per la città, lo fotografi, la tua immaginazione si trasforma in terreno fertile per il fiorire di altra immaginazione.

“Interventi volatili a corta conservazione, documentati attraverso la fotografia che si trasforma in indizio, e poi lasciati al loro naturale ‘ciclo vitale’”.

 

2 commenti su “Occhi a sogni aperti #1

  1. 1

    Sono scostante, lo ammetto. Non frequento i social network e sono capace di rimanere senza computer per settimane intere. Sono inciampata tra le foto e le parola di Marina per caso, da allora non l’ho più persa di vista! Mi piace passare a trovarla perchè è capace di scrivere nel cuore e negli occhi di chi la legge, in altre parole ha le carte giuste per farci sognare! Sperando che questi complimenti non facciano traballare il tuo equilibrio, ti auguro di rimanre con i piedi saldamnete attaccati alle nuvole.

  2. 2

    Valentina, grazie di cuore, ma proprio tanto, con i piedi attaccati alle nuvole.