È ricca la sposo e l’ammazzo

- 27 Dicembre 2011

Vacanze dicembrine, tempo di film scaricati e sparati sotto la coperta sul divano, vegetando a telefono spento per ridurre al minimo i contatti sociali (c’è un po’ di Scrooge in tutti noi, in me ce n’è molto). Dunque, la mia maratona di Natale 2011 è culminata in È ricca la sposo e l’ammazzo (A new Leaf). Non per mia scelta, sia chiaro: io avrei visto la dodicesima puntata di New Girl in streaming e se questa fosse una rubrica di serie tv per ragazze trentenni potrei spiegarvi perché, però l’Uomo Serio sosteneva da tempo che il personaggio dell’imbranata Enrichetta mi riguardava e dovevo assolutamente e insomma io ricordavo vagamente di averlo già visto però non mi potevo più sottrarre.

Dunque. Enrichetta Lowell (Elaine May) è una specie di Ugly Betty e Bridget Jones degli anni Settanta. Ovviamente non è affatto bruttina ma la solita attrice bravissima a sembrarlo, e a fare quella ricca, zitella, orfana, con gli occhialoni e talmente imbranata da rovesciare il tè un numero insopportabile di volte su tutti i tappeti che le capitano a tiro.

Insomma, Enrichetta è la preda giusta per Henry Graham (Walter Matthau), ricco scapolo in bancarotta che a malincuore non vede altra soluzione che sposarla per salvarsi da quello che si profila come il peggiore dei mali: sprofondare nella povertà (c’è anche un po’ di Fitzgerald in tutti noi). Chiaramente lui mira a farla fuori per godersi il di lei denaro nella vedovanza, solo che a poco a poco le cose prendono un’altra piega e così sembrerebbe che la morale del film sia: sei bruttina e impacciata però talmente dolce che alla fine ci si innamora di te.

Attenzione, ragazze che presto guarderete New Girl. Non fatevi fregare dalla morale appiccicata a questo film da tutti gli Uomini Seri del mondo. In realtà, nel film, Enrichetta è una scienziata e un’accademica e mentre quello sconclusionato di suo marito Henry non riesce neanche a elaborare un piano decente per ammazzarla, lei scopre una specie nuova di felce che la consegnerà per sempre alla gloria botanica (certo, la chiama con il nome di lui, perché è anche una cretina romantica, come tutte le donne intelligenti).

Inoltre cerca – invano – di convincere il mantenuto che si è presa in sposo a trovarsi un posto all’università, dove lei (sì, avete capito bene: lei, la presunta inetta) potrebbe raccomandarlo, perché è chiaro che lui da solo non avrebbe alcuna chance. Insomma, avete capito, l’Enrichetta, la nostra Elaine May, mica scema la ragazza. Che del film, guarda caso, è anche sceneggiatrice. E regista. La goffa Elaine. La mitica Enrichetta.

Uomini Seri di tutto il mondo, badate ai paragoni che fate: potrebbero ritorcervisi contro.

È ricca la sposo e l’ammazzo
Regia Elaine May
Anno 1971

 

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