American Splendor

- 8 Dicembre 2011

 «George Orwell parla, tra il perplesso e il divertito, di coloro che decidono semplicemente di scrivere senza sapere esattamente di cosa. Nessuno scrittore lo sa, né vorrebbe saperlo. Avverte probabilmente un impulso a esprimersi e comincia a scrivere per esplorarlo, scoprirlo. Per creare una personalità.» (Hanif Kureishi)

Forse sono malata e fissata, ma secondo me American Splendor è un film che parla di scrittura e scrittori, e del perché gli scrittori scrivono. Harvey Pekar è, nel suo modo sciatto e casuale, uno scrittore: si sente piccolo e insignificante, schiacciato dagli eventi, anche dai più stupidi, e avverte l’impulso a esprimersi per crearsi una personalità. Così si mette a scrivere fumetti, ne diventa il personaggio, e il personaggio lo definisce come persona.

“Sono il tizio che scrive di se stesso in un fumetto? O sono solo un personaggio di quel fumetto?”, si domanda Harvey. Se lo domandano i suoi amici. Se lo domanda la sua fan – poi moglie – Joyce: come faccio a riconoscerti se ogni illustratore ti disegna in modo diverso? Ce lo chiediamo noi, che lo vediamo interpretato da se stesso, poi da Paul Giamatti, poi di nuovo da se stesso, qual è la persona, qual è il personaggio? Ma c’è differenza? E se non c’è, dovrebbe esserci? E chi decide se dovrebbe esserci?

In certi casi è meglio se non c’è: “Se muoio, il personaggio continuerà a vivere?”, si domanda Harvey un attimo prima di stramazzare a terra quasi morto. Succede mentre sta scrivendo la storia a fumetti della sua lotta contro il cancro. “Se muoio, il personaggio continuerà a vivere?”. Se il personaggio vive, la persona non muore del tutto. Si scrive anche per sconfiggere la morte.

Concetto quasi banale, ma come sempre l’importante non è cosa si dice ma come lo si dice. E qui lo si dice coi fumetti e con attori che sembrano fumetti, con testi e metatesti, nerditudine a palate, dramma e commedia, musica jazz, romanticismo bukowskiano e lebowskiano.

American Splendor
Regia Shari Springer Berman e Robert Pulcini
Anno 2003

 

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