All’asciutto 3

- 18 Dicembre 2011

«Ghiaccio!»
La parola serpeggiava tra la piccola folla che si accalcava contro i parapetti. Dora sbadigliò. Era la stessa parola con cui Julia l’aveva svegliata, poco prima. Il cielo si rischiarava, preparandosi ad accogliere il sole, e il mare ancora nero tutto attorno alla Amundsen era punteggiato di frammenti più chiari, che sembravano di un color azzurro cupo in quella scarsa luce.
«Permesso, permesso.»

Dora riconobbe la voce del Professore. Una pertica svettava sopra le teste degli uomini radunati sul ponte, e avanzava ondeggiando verso il parapetto. Dora si fece strada tra gli altri, lasciando Julia dov’era, e raggiunse la base della pertica. A reggerla era proprio il Professore, che le rivolse un sorriso affaticato da sotto i suoi folti baffi bianchi.
«Ah, Dora. Falli spostare, da brava.»
Qualche spinta e qualche invettiva bastarono per aprire un pertugio, che si richiuse subito dietro di loro. Dora si ritrovò schiacciata contro il parapetto assieme al vecchio Professore.
«Parlami del ghiaccio.» le disse lui, abbassando la pertica verso l’acqua. Dora era abituata a quelle interrogazioni, e rispose senza batter ciglio.
«È lo stato solido dell’acqua. È più leggero, quindi galleggia.»
«E?» insistette il vecchio.
«E non ce n’è più, neanche ai poli.» rispose Dora.
«Per l’appunto.»

Il sole stava spuntando, e c’era ormai abbastanza luce per distinguere il vero colore dei frammenti.
Erano bianchi, ma non tutti. Il Professore ne trafisse uno con la punta della pertica, e fece leva sul parapetto. Sollevato in aria, il frammento ondeggiò floscio, grondando acqua; era molto diverso dalle descrizioni che Dora aveva studiato.
Il Professore cominciò a ritrarre la pertica, suscitando i commenti irritati di chi gli stava dietro, ma quando le intenzioni del vecchio furono chiare calò il silenzio. Tutti fissavano il brandello bianco che oscillava piano al vento, agganciato all’estremità della pertica. Dora si sorprese a trattenere il fiato.
Finalmente il Professore riuscì ad afferrare il frammento, che emise un fruscio sommesso.

«Plastica!» annunciò il vecchio, e diede una scrollata, spiegando la membrana bianca davanti a sé «Un sacchetto di plastica. Anzi, migliaia.»
Mani si allungarono per toccare la busta, e il Professore la lasciò alle attenzioni dei curiosi. Passò la pertica a Diana, che insisteva per poter pescare un altro sacchetto, e sollevò il binocolo che portava a tracolla. Poi se lo sfilò, e in silenzio lo porse a Dora.
«La vedi?»
Una linea spessa e scura separava cielo e mare all’orizzonte. Il respiro le si mozzò in gola.
«È…»
«Vedremo. Ieri non c’era, e nella notte avevamo l’ancora giù; vuol dire che è lei a muoversi. Meglio mettere i remi in acqua, o rischiamo che se ne vada com’è venuta. Va’ ad avvisare il Capitano.»

 

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