#Librinnovando: diario sentimentale di un’inviata con i tacchi

- 30 Nov 2011

Ansia, quanta ansia. Eppure non sono una relatrice, mi dico.

Parto per Milano con Tutti i racconti di Flannery O’Connor e una sensazione che mi stringe lo stomaco a metà strada tra l’euforia per la gita di classe e il timore di non incontrare nessuno di interessante.

Sì, perché #Librinnovando è la giornata di Twitter, lo si intuisce già da quel cancelletto accanto al nome. Dopo mesi di botta e risposta, ci si incontra per parlare di editoria e per conoscersi, dare un volto a quegli avatar che affollano ogni giorno la timeline.

Il cortocircuito tra virtuale e reale inizia già nella carrozza sei del Frecciarossa, quando scopro che @gabalese è seduto a pochi posti di distanza da me e la fuga verso il vagone bar-ristorante per bere caffè e parlare di editori e/o libri e ancora editori e/o libri è la scusa perfetta per allontanarmi dalla mia vicina di posto, uno stereotipo vivente in tubino e borsa Vuitton che legge Un regalo da Tiffany.

Alla stazione mi attende @matteoscandolin per un saluto veloce tra gente di riviste letterarie/blog contenitori di storie e si parla di Milano, di eventi da organizzare insieme, di libri e di varie amenità personali et editoriali e poi ci si saluta mentre le strade si dividono e si rincorre un autobus e Matteo urla Buonanotte.

Poi, come nei film, si procede con l’avanti-veloce e la scena successiva si apre con la sottoscritta che avanza barcollando sui tacchi alla volta dello Ied. C’è l’aria fredda che pizzica la faccia, c’è il sole e un velo di foschia, c’è la gente che fa jogging, c’è la gente con i cani, c’è che Milano è più bella che mai e la sottoscritta sorride scacciando ogni tre secondi la frangia sbilenca dagli occhi.

Arrivo, ritiro il badge, entro nell’aula 4, mi siedo, mi guardo intorno. Niente, non mi sembra di riconoscere nessun avatar. Inizio a giocare mentalmente a Indovina chi? alla ricerca di una faccia conosciuta. Poi, con grande sprezzo del pericolo e fingendo improvvisamente di non essere mai stata timida, mi giro e inizio a parlare con @quellapiccola, co-fondatrice insieme a @ReRatto di un interessante progetto graficamente bello bello in modo assurdo, @wepub_you. Superiamo insieme la delusione per i badge che non assomigliano agli adesivi di Ok il prezzo è giusto e ci scriviamo su diligentemente i nostri nick Twitter per sentirci più social.

C’è un sottile disagio nel passaggio dal virtuale al reale, c’è la mia espressione basita quando scopro che quasi tutti dal vivo sembrano più giovani rispetto all’avatar (@mgiacomello, @giuliopasserini, @Ale_9ssandra, @nascpublish: siete più belli dal vivo), c’è @FNall che appare e scompare come i supereroi.

L’abbraccio con @tazzinadi mi ricorda il Salone del libro, i chilometri percorsi insieme, i tweet fianco a fianco, Umberto Eco, i sorrisi, la birretta con l’autore insieme a @ArtNite e @trustinart e l’inizio della dipendenza da Twitter. A #Librinnovando @tazzinadi (non provate a chiamarla tazz, mi raccomando) è tra i book blogger relatori e nei suoi occhi c’è l’ansia della prima volta e io le sto accanto e la rassicuro e sono felice di esserci e di assistere al terrore che si trasforma in adrenalina in un intervento poetico e tenero e molto Noemi. Rubo un po’ della sua emozione e la faccio mia mentre tifo per lei e ne sono orgogliosa come una parente stretta o una vera amica.

Vedo passarmi accanto un tatuaggio e riconosco @abcdeeFFe e forza Napoli e come balli tu la salsa, amico, nessuno mai. Mi sento fiera di essere campana anche quando ritrovo @isbnedizioni, altrimenti detto @antoniobenforte, l’unico capace di farmi comprare libri su libri alle fiere senza sbagliare mai un colpo.

@titofaraci mi fa un po’ soggezione e invece sorride sempre e fa un intervento sul fumetto che toccherebbe trascrivere e far leggere a tutti, @SimonelliSav si avvicina e mi dice una cosa tipo volevo salutarti per dare una faccia a un avatar, @QwertyValentine la abbraccio perché volevo davvero davvero incontrarla, @inachis_io è simpaticissimo, @mediadigger è il più elegante, @GloriaGhioni mi racconta l’editoria vista da @CLetteraria, @appuntidicarta e un blog che nasce per reagire, #MissAìsara di @Aisara e la piccola editoria da premiare per la voglia di esserci e sperimentare, la dolcezza di @martatraverso@SerenaLaBalena e il suo amore per Richard Yates.

@littleSbee è pura vita e una risata contagiosa. Con lei cammino di notte per Milano, i tacchi nella borsa e le fidate ballerine ai piedi, e per un po’ non si parla di libri ma solo di cose nostre e sono parole private, briciole di storie personali che filtrano tutti i giorni attraverso gli avatar.

C’è stato un clic, in questa giornata. Quando le parole e le facce degli altri sono diventate ispirazione, appunti scritti di fretta, nuova energia. È per questo che ho deciso di andare a Milano. Per la gente, per tutto quello che si è detto e per quello che si vorrebbe dire ancora, per la passione che ci si legge negli occhi e la voglia di non smettere mai di essere curiosi.

Il mio #Librinnovando è stato così, talmente pieno che le parole hanno avuto bisogno di un po’ di tempo prima di lasciarsi ticchettare sulla tastiera. Eppure questo è solo l’inizio. C’è ancora da dire tutto sull’editoria e sul suo futuro. Domani su SettePerUno un editoriale speciale. Perché vorrei trovare sotto l’albero editori meno disinformati, scrittori meno snob, lettori più consapevoli.

Babbo Natale, pensaci tu.

 

2 commenti su “#Librinnovando: diario sentimentale di un’inviata con i tacchi

  1. 1

    Grazie Vale…di cuore!!! ;)

  2. 2

    Non ho sentito la mancanza delle ballerine, ho ignorato la stanchezza delle gambe sui tacchi da mattina a sera (molto) inoltrata, la strada per tornare a casa m’è sembrata troppo corta e vuota. Ho già voglia di voi, di nuovo.