Co.Co.Co.inquiline. Conviventi a progetto | Parte I

Se n’è andata.

Lei e il suo culo basso e grasso. La sosia sputata ‒ nel senso che chi le passa accanto le sputa – di Ilary Blasi, però mora, però bassa, però pienotta.

Lei e il suo neo sul mento, corredato di tre peli neri le cui lunghezze sono oggetto di studio da parte del Sistema Internazionale.

Lei e il suo rapporto conflittuale con la ceretta.

Lei e il suo incedere sulle punte, come se avesse delle invisibili scarpine di Cenerentola col tacco, sforzandosi di sembrare più alta, ma risultando solo più disturbata.

Lei e l’uso ossessivo-compulsivo del rotolo di carta igienica, lei e il lavaggio in lavatrice delle spugne per la doccia. E io che l’avrei imbottita di carta igienica e le avrei fatto fare un giro gratis di centrifuga.

Lei se n’è andata.

Sono distrutta dal dolore. La mia coinquilina, la Calabrolesa, come affettuosamente amavo chiamarla, è dipartita. Lei e il suo transatlantico a forma di didietro sono salpati verso altri lidi.

Il mio straziante addio l’ho voluto dare così: una mega festa in casa con trecento persone a suon di birra e musica tunz tunz.

È stato un momento molto toccante, di grande commozione per tutti, c’era chi urlava, chi si disperava, chi piangeva. Come me, ma di gioia.

Per un attimo ho visto la lavatrice esultare, e il rotolo di carta igienica tirare un sospiro di sollievo quando ha capito che avrebbe vissuto sul portarotolo un po’ più di mezza giornata.

Quelli del piano di sotto si sono uniti al cordoglio stappando bottiglie di Moet & Pisciòn, perché non avrebbero sentito più le urla alle cinque del mattino per un sorpasso azzardato di Alonso al Gran Premio di Inculoalmondo.

La Calabrolesa ha lasciato un vuoto enorme nel nostro appartamento. Almeno cinque metri per cinque di aria più respirabile, di clima più sereno. E poi il suo culo, delle volte, oscurava il sole, tanto da rendere tutto l’appartamento più triste e tetro.

Il giorno che è andata via mi sono accorta, per la prima volta in quattro anni, che il pavimento è color cotto.

Quanti anni ci siamo persi, pavimento mio adorato. Anni in cui avremmo potuto instaurare un rapporto di stima e fiducia reciproca, di scambio, di doni. Chissà quante cose ho lasciato cadere e tu hai gelosamente custodito affinché io le ritrovassi prima o poi. Chissà quante volte ti è mancato il respiro sotto i suoi salti di giubilo a ogni goal della Juve.

Ma ora lavatrici e frigoriferi, Scottex e cani morbidosi annessi, mattoni, mattonelle et affini, amici tutti gioite!

Sta per nascere una nuova era.


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7 commenti »

  1. Un pò cattivello come inizio, ma mi intriga di sapere come sarà la nuova era…Ciao

  2. Mi piace. Vediamo dove ci porti…

  3. Farfalla un po’ cattivello ma poi migliora… forse.

    J-Am appuntamento a venerdì prossimo!

  4. Amica… non lo dico perchè sei mia amica (e non ti permettere di rinnegarmi, o tiro il collo a te ed al tuo gallo prima che canti), ma questo post è uno dei migliori che io abbia mai letto. E tra gli altri miei preferiti ci sono altri post tuoi. Anzi, forse è anche perchè scrivi questi post che ho deciso di conoscerti, tempo fa.
    Sei la più grande dei grandi. La più top dei topi.
    Sei enorme. Anzi, di più. Enormerrima. In quanto ad ironia, intendo. E l’ironia… lo sai, per me è intelligenza.

  5. Altro che assegno, qui ci vuole un intero mutuo per ripagarti di questo bellissimo commento.
    Sei di parte ma, amico mio, è una delle più belle cose che potevi mai dirmi.

    GRAZIE
    ( questa volta almeno accettalo ;) )

  6. Poverina, forse soffre di sindrome del colon irritabile, magari è per quello che usa a lot of carta igienica… ;D

    p.s. io purtroppo di inquilini molesti me ne intendo: anni fa, quando facevo l’uni a Perugia e vivevo con altri studenti, uno di loro una notte urinò (cioè pisciò) nel bidet di uno dei nostri bagni……..

  7. Io penso davvero quello che ti ho scritto. E se credi di potermi ringraziare qui senza essere di rimando sfanculata come di prassi in tal caso, ti sbagli.

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