#33 Mi ricordo, sì, mi ricordo

- 1 Nov 2011

Ce le ho tutte nelle dita, le parole. Un formicolio continuo.

Me le tengo nelle dita e nella testa, le parole. A volte si intravedono quando sorrido da sola. Poi, basta.

Nel frattempo, guardo le facce della gente le case della gente i libri in metro della gente i carrelli della gente. Sono storie rubate, un’occhiata rapidissima che registri più dettagli possibili e poi via, altrove. I fatti, mi piacciono i fatti della gente.

Guardo e ascolto, origlio le parole degli sconosciuti in fila alle Poste e me le porto via inventando il finale.

Porto sempre un libro nella borsa ma non lo apro quasi mai. In viaggio incollo gli occhi al finestrino, non voglio perdermi un istante di quello che c’è fuori, mi sembra di non vederlo da troppo tempo.

Ricomincio a chiedermi il perché di tutto, lo faccio come esercizio anti pigrizia mentale. Cerco di informarmi di più, di capire di più, di essere più curiosa. Mi fanno sentire a disagio i discorsi rimasticati, le frasi da aperitivo, il qualunquismo, quelli che noi siamo i buoni e voi siete i black bloc, quelli che l’ha detto la televisione, gli opinionisti da social network, il politicamente corretto a tutti i costi, quelli che fammi finire.

Ci deve essere dell’altro, da qualche parte.

Non voglio mai smettere di cercare le storie. Quelle dimenticate, quelle matte e impossibili, quelle da lacrime, quelle da brividi, quelle da buonanotte, quelle che nessuno ascolta più, quelle che invece andrebbero raccontate mille volte ancora. Ascoltarle dalla voce di chi le ha vissute, indovinarle nei tratti di un viso, nelle mani. Le voglio incontrare tutti i giorni.

Datemi una storia e una tazza di tè bollente e sarò felice.

SettePerUno cerca, ascolta, riscrive, ricorda. Voi non prendete impegni per il 16 novembre.

 

Un comment su “#33 Mi ricordo, sì, mi ricordo

  1. editorintropico
    1

    Certo Vale, quanto c’è da leggere di non scritto in giro per il mondo! Chiunque è curioso di quel che ha intorno, e cerca di approfondirlo, per quanto mi riguarda è un LETTORE. Sì sì, il 16 novembre mi sa proprio che inizieremo a provarla sulla nostra pelle questa teoria! Bell’editoriale.