The L word

- 18 Ottobre 2011

Commentolavitadellelesbichefighe
(Questo è il modo, è il modo in cui viviamo… e amiamoooo*)

– Spoiler alert –

L word è un telefilm americano ambientato a LA ma girato a Vancouver. L sta per lesbica. Word per parola. Poiché di lesbiche tratta questo telefilm. E poiché le lesbiche parlano un botto e s’ammazzano di parole. Si parla in L word di un gruppo di ragazze lesbiche e cool che vivono in una città super-yeah, si vestono solo griffate e non fanno altro che trovarsi downtown e nessuno capisce come facciano a mantenersi perché le loro attività principali sono chiacchierare sempre in un bar, scopare di continuo in ogni dove, andare alle feste, ai concerti, agli opening, agli happening e mandarsi sms di cui vediamo le schermate.

Le personaggesse sono Shane, metrosexual borderline con problemi di dipendenze che sfiora l’anoressia e riscuote successo con le donne, un’emancipazione femminile lesbica del Don Giovanni. Solo sesso sesso sesso in modo assurdo e contro il muro di ogni toilette e zero legami (sì vabbè poi naturalmente c’ha il cuore di panna, ma solo dalla terza stagione).

Bette Porter, donna in carriera che in ogni puntata sfoggia una serie di camicette mozzafiato abbinate a completi da donna in carriera quale è appunto (perché lei nella stessa puntata ne ha pure tre o quattro di ‘sti completi). L’attrice è niente popò di meno che Jennifer Beals, la figa imperiale che negli anni ’80 interpretò Flashdance in cui ricopriva il ruolo di una bravissima ballerina/saldatrice che diventò icona di noi sfigate realizzando il sogno di essere presa in chissà quale scuola di danza e che tutte poi abbiamo scimmiottato a tempo di What a feeling come delle idiote. Essa divenne idolo di teenager di ogni dove e tutto ciò le regalò fama mondiale, gloria, interviste, vestiti fighissimi e poi più niente fino a L word (in più qualcuno se la ricorda benissimo in un cameo nel film Ecce Bombo di Moretti). Vabbè, Bette sta con Tina, Tina e Bette vivono in una casa suburban superfiga con la piscina e invitano tutti i giorni in piscina le loro amiche: Alice, Dana, Jenny, Shane e poi quelle che a turno si scopa Shane.

Alice lavora in una radio con un contratto part time e non si sa perché si veste Prada. Esaurita l’esperienza radiofonica apre un seguitissimo podcast su internet, c’ha la fissa di una lavagna dove scrive le connessioni sessuali di tutte le lesbiche che conosce e questa cosa poi la fa diventare miliardaria e fa scazzare un botto di persone. Jenny è andata a vivere col suo ragazzo del Midwest di fianco alla casa con piscina di Bette e Tina e spia le lesbiche che si fanno il bagno nude e si baciano e scopano nella piscina e diventa lesbica anche lei. È una scrittrice che scrive ma non pubblica niente e comunque si veste Miu Miu.

Tina non si capisce che lavoro fa, forse è assistente in una casa di produzione cinematografica, forse no, ma questo le permette di vestirsi Versace, di avere sempre capelli perfetti e di indossare tacchi Jimmy Choo. Bette gestisce una galleria d’arte downtown e poi diventa professoressa d’arte all’università e nella quarta stagione la sua collega-capo interpretata dalla stupenderrima Cybil Shepherd ci prova con lei.

Dana è una tennista famosa che davanti alle telecamere e ai fans fa finta di essere etero e muore di cancro al seno nella seconda stagione mentre stava con Alice e qui non ci voglio scherzare su perché è una puntata dove ci ho pianto tantissimo.

Il plot ruota intorno alla coppia Bette-Tina, la quale scoppia diverse volte a causa di Bette brutta (brutta un par de cojoni) puttana fedifraga. Poi si riconcilia perché aòsesemosempreamate e procrea assistitamente una bambina, poi scazza di nuovo perché Tina dice che le manca il cazzo, e da ultimo si riconcilia celebrando con trasferimento in casa suburban ancora più figa della prima ma senza piscina.

Shane fa la parrucchiera, nella seconda stagione si superfidanza con Carmen, una dj hip-hop latinoamericana che si veste truzzissima. Poi apre un negozio di haircuts per emo e vendita skateboard e pare che si vuole accasare. Ma alla fine Shane è Shane e arrivata all’altare in Groenlandia dove le due hanno organizzato una matrimonio nella neve, scappa, torna a LA e si pippa tutta la bamba che c’è nella villa di Malibu di Rosanna Arquette, miliardaria a cui faceva i capelli e leccava il ciuffo biondo una stagione prima.

C’è un’ altro personaggio fisso, Kit, che è la sorella di Bette, essa non è lesbica, però è nera, perché Bette e Kit sono figlie di padre nero e madre caffelatte e Bette è venuta solo molto abbronzata invece lei è proprio nera nera. Kit è l’unica etero della serie, è un ex alcolizzata irrecuperabile senza lavoro amici né niente ma poi svolta e si compra un locale fighissimo dove tutte vanno a fare i brunch, a vedere i concerti, a ballare e a fare cene di lavoro. Se qualcuno non ricordasse, Kit è l’interprete maestosa protagonista di Jackie Brown di Tarantino.

Attorno a questi personaggi principali ruotano una serie di altri personaggi che di volta in volta diventano protagonisti mentre gli altri muoiono o se ne vanno. Vorrei parlarvi di Helena Peabody, ereditiera britannica che scopava con Bette di Tina mentre essa era incinta al nono mese, o di Papi, la più grande scopatrice mai esistita sulla terra ma poi mi dilungherei e io qua volevo solo fare un riassunto.

*traduzione della sigla d’apertura

 

4 commenti su “The L word

  1. 1

    La tua disamina della serie è concisa ed efficace, complimenti. Mi sono spatasciata dalle risate.

  2. 2

    Ne sono lieta!

  3. 3

    “Caro diario”, non “Ecce bombo”.

  4. 4

    Che gaffe. Tocca rimediare subito