I grandi non lo sanno | Parte 2

- 9 Ottobre 2011

Il bosco ce l’aveva davanti. I rami enormi che formavano tante X. Come tante croci.
Un solo passo e si sarebbero appartenuti a vicenda. Il bosco sarebbe stato suo. E lui del bosco. Due cose indivisibili. Come le volte che aveva fatto il bagno al lago. Che mentre ci sei dentro ti senti sempre piccolo piccolo. Un esserino inutile. Come un pesciolino. Se questo era l’effetto che gli facevano i laghi, pensava, figuriamoci cosa avrebbe potuto fare il mare.
Il mare.
Perché lui, il mare, non l’aveva mai visto.
D’altronde nessuno che fosse stato di quelle parti lo aveva visto.

Però in quel momento gli sembrò diverso. Lui il mare poteva dire di averlo vissuto un po’. Ne aveva intravisto solo un pezzettino, una volta. Ma sempre mare era. Perché per lui, in quel momento, il mare aveva il profumo di sua madre, il mare aveva il viso di sua madre, e soprattutto aveva gli occhi di sua madre.

Gridò. Gridò più forte. Ma nessuno lo sentì. La rabbia per i momenti andati perduti. I rami dei faggi, il tappeto bianco che copriva ogni cosa, l’aria stessa intorno a lui. Tutto restò immutato.
Guardò il cielo aspettando un segnale. Un razzo. I fuochi d’artificio. Qualcosa, qualsiasi cosa.

Poi ti dicono che devi pregare. Che quando uno muore serve sempre una preghiera. Ma quale preghiera. Non c’era nessuna preghiera. Rivolta a chi poi. A chi? Che non esiste. Nessuno. Nessuno poteva chiamarsi col nome di padre e arrogarsi il diritto di decidere della vita e della morte dei propri figli. Nessuno.
Voleva l’aurora boreale Ivàn. Proprio in quell’istante, subito.

Il bosco era davanti a lui. Ed era nero. Era nero perché era notte. Ma di giorno il bosco aveva altri colori. Di giorno non gli faceva mai così paura. Anzi. Mentre in quel momento dire che lo terrorizzasse era niente. Al punto che non riusciva a muovere un solo muscolo. Sapeva che se ci fosse entrato per lui sarebbe stata la fine.
Sarebbe morto di freddo o alla peggio mangiato da qualche animale.
Il bosco era davanti a lui. E lui ne avrebbe fatto volentieri a meno. Di quella corsa. Di quel freddo.
Di tutto quanto.
Voleva l’aurora boreale Ivàn.
Ma l’aurora boreale non si decideva ad arrivare.

 

2 commenti su “I grandi non lo sanno | Parte 2

  1. 1

    Molto bello, come il primo!! Ora però voglio sapere come va a finire.

  2. 2

    Molto molto bello e inizia ad essere veramente avvincente…