La decisione di Brandes

- 29 Settembre 2011

Recensioni SettePerUniche*

La decisione di Brandes. Un titolo che è un attimo. Scordiamoci della critica oggi, qui, perché questo libro non è fatto per la critica e non ha nulla a che veder(vi). Perché questo libro non è fatto di pagine ma di attimi, di fotografie. Tutto l’inchiostro che l’autore riversa sulle carte ammassate non è altro che una fila di fotogrammi che si snoda a mano a mano lasciando un gusto sempre diverso in bocca. E nelle vene.

Brandes, un pittore, è proprietario di una quadro di Cranach il Vecchio, donatogli dal padre in punto di morte, ma è assillato da un mercante d’arte al servizio dei nazisti che vuole impadronirsene per donarlo, per la collezione privata, a Goering. Il tutto in una Parigi occupata dalle truppe tedesche e ove una serie di atti premeditati mira a rinfrancare una rinnovata resa nei confronti di una dittatura che già aveva a quel punto liquefatto gran parte dell’Europa e del suo pensiero. Non fosse che per Brandes rinunciare al quadro significherebbe rinunciare a sé stesso e tradire la propria famiglia nonché la sua memoria. Ed in questa volontà di contrastare la prepotenza e spocchia di coloro che metaforicamente rappresentano un intero regime che il libro si costruisce con un finale inaspettato.

«Mi chiedo spesso dell’istante che, come la chiave di volta, dà senso alla mia vita. Forse non è il più felice né il più intenso, però sì, almeno quello che dovrebbe servirmi a non serbarmi rancore per tutto quello che avrei potuto fare, per tutte le scelte sbagliate, per tutte le parole non dette.»

Chissà, forse Brandes è proprio l’autore, che provando ad evocare un tempo ove la Grande Guerra minacciava non solo le anime dei vivi – e dei morti – ma anche le menti, si aggira tra le sue foto in cerca di un senso al tutto, vagando attraverso colori, sensazioni di forte impatto, sudori freddi, paura, pietà, orgoglio. Passato e presente, arroganza e moralità, intelligenza e stupidità. Regime, regimi e libertà. Semplicità che buca il tempo e i tempi. Fino a noi. Lirica.

La decisione di Brandes
Eduard Márquez
Keller editore
Euro 12.00

La decisione di Brandes si è aggiudicato il Premio Pellissa (2005), il Premio della Critica catalana (2006) e il Premio Qwerty come miglior romanzo catalano dell’anno (2007).

(I.M. Taccuino all’Idrogeno)

 

Un comment su “La decisione di Brandes

  1. 1

    Adesso c’è da scoprire chi è che ha votato (perchè oh, sarà anche un voto solo, ma è alterrimo!).
    A parte gli scherzi, grazie a tutti e grazie a voi ragazzi per l’opportunità.

    Salutissimi!

    I.M.