Sarebbe bello sfrecciare lungo la costa del lago in sella ad una Triumph Scramble (googlatela e sbavate). Purtroppo (o per fortuna) questa volta parlerò di bicilette. Sì, proprio biciclette!
Non sono mai stato un tipo troppo sportivo. Chi mi conosce lo sa bene quanto anche solo la forza di gravità a volte sia troppo faticosa da affrontare, ma quando sono arrivato a Toronto, vuoi per i costi eccessivi dei trasporti pubblici, vuoi per la bella stagione in arrivo, una delle prima cose che ho fatto è stata quella di comprare una bicicletta, per gli amici “La Bianchina”, una Raleigh Record da strada decisamente vintage ma con (quasi) tutte le carte in regola per macinare centinaia di chilometri.
“Hai voluto la biciletta? Adesso pedala”
…e infatti nell’ultimo periodo ho iniziato a pedalare molto di più di quanto fossi abituato a Milano nelle tratte casa-ufficio e casa-pub. Un po’ come Forrest Gump, ma su due ruote…
La vita del ciclista a Toronto è però una faccenda piuttosto complicata.
Da un lato c’è il ciclismo urbano, quello che ti porta per l’appunto a lavoro o al pub, ma che ti fa pensare ogni giorno “Ommioddio, ommioddio, ommioddio, ora muoio!” dovendo affrontare alcuni dei più acerrimi nemici del ciclista urbano: i tassisti indemoniati (perché ovviamente sono gli automobilisti più pericolosi che per raccogliere un cliente dal marciapiede non esitano a frenare di colpo e fare inversione a U senza usare frecce direzionali in mezzo al traffico di una strada a 4 corsie), le temibili rotaie killer dei tram, e le bike lanes (o piste ciclabili, come le chiamiamo noi) che, non essendo separate dalla carreggiata, sono spesso invase dalle automobili. “Fortunatamente” queste ultime presto non saranno più un pericolo, infatti il “fantastico” sindaco di Toronto le sta eliminando pian piano una ad una… grazie fantastico sindaco di Toronto, se mi regali anche una macchina giuro che non mi lamento più occupando la strada insieme a più di mille altri ciclisti come qualche settimana fa.
Dall’altro lato però c’è il ciclismo un po’ più turistico, che ti porta su percorsi ciclo-pedonali in mezzo ai parchi, lungo i fiumi e fuori dalla città verso destinazioni più o meno remote, ma che a volte, anche se per motivi differenti, ti fa pensare sempre “Ommioddio, ommioddio, ora muoio” dopo il chilometro numero 100.
E proprio a questa seconda tipologia di ciclismo che inaspettatamente mi sono avvicinato, senza esagerare eh, ma devo dire che ne vale veramente la pena.
Ecco un breve elenco che magari vi può tornare utile se decidete di passare da queste parti e avrete la possibilità di stare in sella ad un bicicletta:
− Toronto Islands: percorso molto breve ma molto scenografico nelle isole a a poche centinaia di metri dalla costa cittadina. Da lì potete ammirare tutta lo skyline di Toronto e fare il bagnetto nella zona delle spiagge sul lato opposto (occhio a non andare “per errore” in quelle dedicate ai nudisti).
− Thommy Thompson Park: pedalando per poco più di una decina di chilometri si può visitare questo stretto e lungo parco dove è possibile osservare numerosi tipi di uccelli. Anche da qui si può godere di un’ottima vista dello skyline torontino.
− Scarborough Bluffs: circa 20km per raggiungere una zona di scogliere che spezza un po’ il piattume della costa in città. Quando arrivate e vi guardate attorno sembra quasi di non essere più in Ontario.
− Port Credit: bella zona residenziale a 20km dalla Downtown, raggiungibile tra percorsi ciclistici in riva al lago e sobborghi molto ma molto benestanti.
− Humber River e Don River bike trails: 60km in totale, metà dei quali immersi completamente nella natura che costeggia due dei fiumi(ciattoli) che scorrono in città e l’altra metà passando in mezzo ad una delle zone più ricche, dove le ville di Hollywood sono delle catapecchie a confronto (sul serio, eh!).
− Niagara Falls: 160km! È la distanza più lunga che abbia mai percorso in tutta la mia vita senza l’ausilio di un motore, ma vale sicuramente tutte le calorie consumate. Esperienza unica e nemmeno troppo faticosa se affrontata con le persone giuste.


















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