Biglietti

- 16 Agosto 2011

C’è un film che si chiama Dieci inverni. Io adesso, sotto il mio plaid imbottito di piume di pinguino, con la pioggia che batte sui vetri, faccio finta che il calendario abbia ragione, che sia il 16 agosto, e gioco a “Dieci estati”. Per ispirarmi, apro la scatola dei biglietti, che sono come le madeleine.

Biglietto 2001: U2, Torino

L’entusiasmo che solo a vent’anni, e poi. Poi una stazione affollata, un treno per Torino e uno per Genova, la volta in cui non ci limitammo a cantarla e capirla. La vivemmo, quella canzone. Quelle parole: I can’t believe the news today, I can’t close my eyes and make it go away. How long? How long must we sing this song?

Biglietto 2002: Subsonica, Campobasso

La laurea, la fiducia, la paura, le feste, i traslochi, i ritorni, i treni, le domande, e loro. Già presenti, ma non così presenti come sarebbero diventati in un futuro che non mi sarei mai immaginata.

Flusso, derive, parole. Sugli edifici e sui cieli di noi, sulle stagioni e sui nostri perché, nuvole rapide e un attimo che passerà

Biglietto 2003: Rem, Ancona

Le promesse non mantenute, le tragicommedie, il sentirsi fuori posto, fuori tempo, fuori tutto, l’ansia. E una luce rossa e un attimo di perfezione, e sapere che ci sono sempre una fine e poi un inizio.

This flower is scorched, this film is on, on a maddening loop, these clothes, these clothes don’t fit us right

Biglietto 2004: Tori Amos, Napoli

La grande città, benvenuti al nord, la famosa scuola, i nuovi amici, le case che sembrano lontane e invece sono vicine, il sabato sera dello scrittore inedito, i copridivano ipnotici. Sì, c’è sempre un inizio dopo una fine, e qualche volta è bello…

We danced in graveyards with vampire till dawn, we laughed in the faces of kings never afraid to burn Oh these little earthquakes, here we go again

Biglietto 2005: U2, Roma

Un’altra fine, le lacrime all’assenzio, i forse, le telefonate, quello che stava per cadermi addosso ma non sapevo ancora, e gli amici di sempre e i palloncini e far girare tutta la curva verso di noi mentre Bono canta My hands are tied, my body bruised, she’s got me with nothing to win and nothing left to lose.

Biglietto 2006: Storsjoyran festival, Ostersund, Sweden

Gli addii e gli arrivederci, i gesti inopportuni, imparare a fare cose belle per non pensare a quelle brutte, comprare una maglietta di Totti campione del mondo da regalare a un fantasma delle estati passate.

Staring at a photograph of where we used to be, when the sky was bright and crystal clear and life was just a breeze (non chiedetevi di chi è questa canzone)

Biglietto 2007: …

Un’estate senza biglietti, un’estate senza concerti. La bruttezza.

Biglietto 2008: Patti Smith, Torino

I desideri che si avverano quando non vuoi più, gli incontri mancati, gli incontri pieni di promesse, la pioggia che non la smette mai, i concerti sotto la pioggia, un arrivederci sotto la pioggia e un concerto sotto la pioggia su un prato allagato e sentirsi felice.

I’m dancing barefoot heading for a spin, some strange music draws me in, makes me come on like some heroine

Biglietto 2009: The Phantom Band, Edinburgh, UK

Le montagne russe emotive, la discesa più spaventosa, dire che va tutto bene e non fermarsi e prendere aerei per non precipitare, e poi sorridere guardando fuori da un finestrino perché nemmeno stavolta è finita e gli amici ti salvano sempre anche quando non lo sanno. E comunque, non finirà finché ci saranno gruppi sconosciuti da scoprire nei locali del mondo.

Everybody wants to burn, but the cost is but the words I crucified

Biglietto 2010: Sondre Lerche, New York – Ignoti gruppi di cui non ricordo il nome, Los Angeles, U.S.A.

Ricominciare a scrivere solo per me. Ricominciare a scrivere per qualcun altro. Ricominciare a scrivere. Gli esami non finiscono mai. È vero. Tornare indietro di dieci anni e non sentirli. Una nuova compagna di viaggio, e i newyorkesi che stanno fermi e zitti ai concerti, e “il locale dove è morto River Phoenix”, e un’altra città di cui innamorarsi e progettare di andarci a vivere.

There are so many things out there, so many stones to turn and stare at, once in a while everything was perfect

E poi ci sarebbe il 2011, ma l’estate non è finita e ancora non so quale biglietto metterò nella scatola. Anche se un paio di idee ce le ho.

Children wake up, hold your mistake up, before they turn the summer into dust

 

2 commenti su “Biglietti

  1. 1

    io mi auguro, per te, anche se non ti conosco, che quella scatola un giorno sia troppo piccola per tutte le madeleine che hai mangiato e di cui vuoi conservare il piccolo involucro di carta, un po’ unto, ma ancora tanto profumato.

  2. 2

    Che le madeleine siano con noi, e che siano tutte buonissime e dolcissime! :)