Recensioni SettePerUniche*

Anch’io riconosco in me un certo condizionamento della nostra cultura sfigata, quello ci fa considerare il fantasy un genere per bambini o un tipo di scrittura che non ha a che fare con la verità. Ma siccome so bene razionalmente, e per esperienza, che la poesia, l’arte, è fatta di menzogne più simili alla verità di quanto non lo sia la verità stessa, allora ogni tanto leggo un libro di fantasy o di fantascienza.

La verità del fantasy è maggiore di qualsiasi realismo perché il fantasy è consapevole che nessuno può pretendere di essere oggettivo. Il fantasy sa che ogni affermazione, anche la più scientifica è sempre e comunque un punto di vista. Il fantasy e la fantascienza conoscono bene i printipi della fisica quantistica e che questa non è altro che una riedizione dell’antica consapevolezza magica che tutto è interpretazione, che è il linguaggio che forma le cose e che modificando il linguaggio le cose cambiano realmente.

Questo è sempre stato il terreno di gioco di Francesco Dimitri: la magia appunto. I primi libri di Francesco Dimitri sono dei preziosi saggi sulla magia come Neopaganesimo e Comunismo magico. Ed è naturale che abbia continuato il suo percorso scrivendo romanzi fantasy come Pan e appunto Alice nel paese della vaporità.

Non è un caso quindi che questi due ultimi libri siano delle reinterpretazioni di due capolavori del genere: Peter Pan di James Matthew Barrie e Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carrol. Interpretazioni di interpretazioni della realtà.

In questa interpretazione, in questo nuovo mondo, l’Alice di Dimitri diventa più reale di quella di Carrol. Il romanzo è ambientato in un lontano futuro immerso in un gas che produce forti allucinazioni: questo trasforma l’inverosimile vicenda di Alice nella vaporità in una storia possibile. Così il romanzo, oltre a quelle del fantasy, acquisisce anche la caratteristica plausibilità della fantascienza: cosa accadrebbe se…

Cosa accadrebbe se tutti fossimo liberati dai nostri limiti mentali da una sostanza psicotropa? Se acquisissimo tutti la consapevolezza assoluta che niente esiste se non nel modo in cui lo pensiamo? Se sapessimo con chiarezza permanente che l’io è un’illusione?

Dimitri nelle sue interviste da molta importanza all’intrattenimento, aspetto moralmente condannato dalla nostra cultura cattolica perché ha a che fare con il sollazzo. Ma se il mondo è solo la sua interpretazione, cosa ci resta se non il goderne?

[Alice:] «Una terra senza Realtà: cosa ci può essere di più interessante?»

Alice nel paese della vaporità
Francesco Dimitri
Salani
collana Mondi fantastici Salani
16,80 euro