#30 La musica solo per noi suonerà

- 1 agosto 2011

Arriva un momento in cui bisogna staccare il cervello, mettersi in pausa. Indossare un paio di scarpe comode, uscire e camminare. Muoversi, andare. Scegliere una musica per farsi accompagnare, scattare foto ma solo nella testa, ondeggiare al ritmo del proprio passo. Fare di agosto un momento di preparazione per quello che sarà, che si vorrebbe che fosse. Pescare un disco di tanti, tantissimi anni fa e ascoltarlo di nuovo, lontani dall’adolescenza e da quei tredici anni arrabbiati, confusi e pieni di porte sbattute. Lasciarsi invadere dalle parole e poi partire, viaggiare. Da fermi o dall’altra parte della terra non importa. Agosto è il momento migliore per fare una tregua con sé stessi e prepararsi alla rivoluzione.

Lasciamoglielo cantare:

“Viaggiare partire viaggiare viaggiare partire Viaggiare partire viaggiare partire partire viaggiare viaggiare partire partire viaggiare non fermarsi mai chilometri che sotto il culo passano e allontanano i guai viaggiare, vedere tutti gli angoli della terra rincorrere le estati farsi rincorrere dalla guerra che hai nel cuore correre più veloce del dolore come un jet supersonico precedere il tuo stesso rumore e fare in modo che non ti raggiunga mai viaggiare al volante di una macchina scassata che per ogni chilometro in più è un gloria al padre e fare una telefonata a tua madre, dire è tutto a posto ritorno per Natale ad ogni costo partire viaggiare agosto dopo agosto…

allontanare ancora un po’ le responsabilità come in una crepa in una barca che prima o poi ti allagherà e sarà forse troppo tardi per rimediare partire viaggiare non dimenticare fotografare il mondo in movimento che si ripeterà ma chissà dove chissà quando partire e vivere cercando e ballando si ritmiche diverse e su diversi accenti ballare sopra i fusi orari e sopra i mutamenti di clima scalare la cima e poi scendere a valle una dieci cento mille miglia coi piedi per bagaglio e il mondo per famiglia mangiare le cucine dei paesi più lontani con le forchette con i bastoncini con le mani i paesi più lontani, ma lontani da che lontani da cosa lontani da dove con le radici nel tuo cuore e i rami nell’altrove partire col sole sempre in faccia ad ogni costo agosto dopo agosto…

Viaggiare sentirsi Marco Polo sentirsi molto solo qualche volta sopra un treno dentro uno scompartimento pieno di facce che non sai che non saprai confini di solitudini che non cadranno mai, che tu non rivedrai mai scambiare quattro chiacchiere in lingue che non sai comunicare con un semplice sorriso o con un gesto solo scoprirsi Marco Polo e non sentirsi solo tra gli umani stringere milioni di mani in ogni posto agosto dopo agosto… Viaggiare attraverso il suono, buono, il basso che è un tuono viaggiare attraverso la musica attraverso la cultura la scoperta della natura e di sé, viaggiare nei perché viaggiare in Internet o sopra un jet o in bicicletta o a piedi e muoversi rimanendo fermi sul posto agosto dopo agosto…”

Marco Polo – Lorenzo Cherubini

 

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