Trenta cose che amo dell’estate

- 11 Luglio 2011

Tornare a casa dopo mesi e non disfare la valigia perché tanto a casa ho tutto.
Il momento in cui lascio sprofondare il piede nella sabbia fresca la mattina del primo giorno di mare.
L’indice destro dolorante dopo la decima partita consecutiva a Subbuteo.
L’ansia da prestazione che mi assale prima di lanciare il sassolino per farlo rimbalzare sull’acqua.
Contare sette rimbalzi e lamentarmi perché il Lancio del sassolino in mare non è ancora una specialità olimpica.
La finale del Festivalbar del 1991 in televisione.
I viaggi che ho fatto e che farò coi miei amici. Pure quelli impervi. I viaggi, non gli amici.
Sputare i semini dell’anguria.
Il giorno in cui è nata mia nipote.
La birra fredda attorno a un tavolo mentre si chiacchiera di cose perfettamente inutili.
La caponata di mia madre.
Cenare in veranda.
Il pomeriggio di tramontana che a dicembre detestavo.
Cantare l’inno nazionale prima della finale dei mondiali.
Urlare Campioni del mondooo! contro la faccia della mia ragazza.
Fare la doccia con l’acqua fredda.
Salutare con un gemito l’ultimo pezzetto di brioscia inzuppato nell’ultima goccia di granita.
La prima volta che ho guardato un film al cinema all’aperto.
Le sere passate a giocare a calcetto dopo mesi di immobilità sul divano, col deliberato intento di prendermi un meritato strappo muscolare.
Stare in piedi, in mutande e a braccia aperte davanti al ventilatore descrivendo un semicerchio che ne segue i movimenti.
Cantare L’estate sta finendo il 16 di ogni santissimo agosto (che ci vuoi fare, non si esce vivi dagli anni ‘80).
Stare con il culo a bagnomaria per eludere il controllo materno delle tre ore dopo pranzo e urlare Non mi sto facendo il bagno, mammaaa.
I compiti per le vacanze.
I compiti per le vacanze che non ho fatto.
Le piste per le biglie in spiaggia.
Il telo da mare di Topolino.
L’odore del cornetto caldo alle tre del mattino.
L’entusiasmo di amici e amiche che dicono Daaaaiiiii, prendiamo il pedalò.
Il mio entusiasmo di dover essere l’unico, assieme a un altro martire, a riportare indietro il pedalò.
L’ultimo istante di luce dopo la fuga, alla fine dei fuochi d’artificio.

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2 commenti su “Trenta cose che amo dell’estate

  1. 1

    chapeau.

  2. 2

    I ghiaccioli vintage, quelli con lo stecco, e girare ogni baretto alla ricerca del gusto anice.
    Rullare a bigliardino e poi quando non tocca a me urlare “Non si rulla” tentando di annullare il gol subito. (Io rigorosamente a porta).
    Credere e far credere che la forza di un portiere nel gioco del bigliardino sia tutta nel Chupa Chups fragola e panna che tiene in bocca nel corso della partita.
    Andare al mare col mio ragazzo e ogni volta che siamo in acqua girargli attorno ai fianchi con le gambe tenendo a galla il resto del corpo nel classico stile del morto.
    Abbinare il colore del costume al colore del copricostume che si abbina al colore della fascia per i capelli, credere di fare la figa, risultare una maniaca.
    Vedere al cinema all’aperto tutti i film che mi sono persa durante l’anno.