Recensioni SettePerUniche*

Ci sono tanti libri che avrei voluto scrivere. Li ho divisi in due gruppi perché mi piace l’ordine. Nel primo ci sono quei libri che sono perfetti, che non scriverà mai più nessuno, nemmeno sotto estasi mistica. Quei libri che sono lì, in libreria e ogni tanto ne accarezzi il dorso come si fa con le opere d’arte. Come quando si va nei musei e il guardiano non ti vede e non ci sono gli allarmi ma solo le cordicelle. L’altro gruppo è fatto di quei libri perfetti che io comunque non scriverò mai, però mentre li leggi è come se le tue palpebre e i tuoi occhi imprimessero lettera per lettera tutto il romanzo, pagina per pagina.

Molto forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer appartiene a questo secondo gruppo.

Ci sono pagine perfette, frasi e parole che viene da pensare ma perché non le ho scritte io? Perché non sono Foer.

È un legame di sangue quello che si crea con questo romanzo. Ci sono intere pagine che tu sei lì a leggerle ma sembra che qualcuno le abbia tirate fuori dalla tua testa. Ci potresti scommettere che una roba simile ti sembrava di averla già vista, sentita, dentro di te. Per davvero.

Il secondo romanzo di Foer sembra quasi il libro delle risposte. Con le risposte intelligenti e non stupide come in quello originale, dove dentro ci sono delle frasi buttate lì a caso. Sì. No. Aspetta il momento giusto. In Molto forte, incredibilmente vicino funziona più o meno uguale. Si può aprirne una pagina a caso ed innamorarsi. Si piange. Così, un po’ perché ci si sente spiati e un po’ perché quando si vedono le cose belle ci si commuove facilmente. Come quando si è innamorati.

Me lo hai detto anche tu che quel sms era bellissimo. Il credito era il mio, ma i centosessanta caratteri erano di Foer.

Provateci voi a scrivere un romanzo così. Provateci voi, a ventotto anni, ebrei e americani newyorkesi, quattro anni dopo l’attentato al World Trade Center. Provateci voi a scrivere di quelle macerie e di quei volti impolverati riuscendo a lasciare tutto dolcemente in disparte, ma facendone sentire comunque il peso ad ogni pagina.

«Mi mancavi già quando ero con te. È sempre stato questo il mio problema. Mi manca quello che ho già, e mi circondo di cose mancanti».

Molto forte, incredibilmente vicino
Jonathan Safran Foer
Guanda
collana Le Fenici tascabili
13 euro