Londra, sempre Londra, fortissimamente Londra – prima parte

- 8 Luglio 2011

Bestiario metropolitano

Londra può insegnarti tanto, anche se credi di aver già capito tutto. Ti sorprende in positivo e in negativo; ti fa piangere di dolore e poi ti fa divertire con un nonnulla. Ti insegna che la vita è molto, molto, molto più difficile di quel che già sembra… e poi ti ricorda che, dopotutto, non esiste un posto più adatto a viverla. Ma, soprattutto, Londra ti fa capire – se già non lo sai – che il vero mistero, a questo mondo, è la gente. E quale miglior osservatorio della natura umana, se non la metropolitana?

Siete liberi di ridere, o di darmi della provinciale, ma credo che non riuscirò mai a rassegnarmi all’idea che possano esistere delle ragazze capaci di truccarsi in metro. Servizio completo, nei due minuti scarsi tra una stazione e l’altra. Ci provassi io, probabilmente sembrerei un clown: uno di quelli tristi, col cerone sciolto, che spaventano i bambini all’entrata del circo.

Una volta, addirittura ho visto una donna usare un piegaciglia. Un piegaciglia, sì. Su un vagone che, per sua definizione, oscilla e traballa quasi fosse una nave: com’è possibile che non stesse soffrendo come un cane? A questo punto, dico io, via libera agli strumenti di tortura medievale. Ripristiniamoli, dai, sono sicura che un cilicio farebbe meno male.

E non parliamo, poi, delle ragazzine in caccia grossa il venerdì sera: fasciate in vestitini sgargianti di paillettes da quattro soldi e lunghi come un mio maglione, arrampicate su tacchi alti quanto la distanza da qui alla troposfera e sempre, sempre senza calze, anche a dicembre, anche con la neve. Volgari come poco altro, certo…ma, in fondo, un po’le ammiro: se mi conciassi come loro non arriverei mai e poi mai a casa sulle mie gambe, nemmeno alle due del pomeriggio e da sobria.

I miei preferiti in assoluto, comunque, sono quelli che leggono il giornale.

Sì, lo so, è brutto, è immorale, non si fa. Ma scagliatela voi, la prima pietra, se non avete mai gettato neanche un minimo sguardo alla rivista del vostro vicino – o aspettato con ansia che arrivasse alla sua fermata e la lasciasse sul sedile prima di scendere, se è per questo.

Conoscevo già Metro, parte irrinunciabile delle mie giornate da presunta studentessa di economia. Arrivare in facoltà di prima mattina era l’unica speranza di ottenere una copia, una copia da gustarsi durante la lezione del mattino, mentre il compagno seduto dietro bruciava d’invidia per non essere riuscito ad accaparrarsi il cruciverba dell’ultima pagina. Un cruciverba più difficile di quelli della Settimana Enigmistica; e, naturalmente, l’unica cosa vagamente interessante che il giornale in questione potesse vantare.

Ma a Londra sono più avanti di noi miseri contadinucci: qui, più che la versione inglese del Metro, spopola l’Evening Standard (mai finito un cruciverba in nove mesi, tra l’altro). E, sorprendentemente, esiste perfino della gente che paga davvero per leggere il Sun.

Prendiamo, ad esempio, il nonnetto asiatico che ho incrociato lo scorso inverno: concentratissimo su un articolo che occupava due pagine intere, un feuilleton su una trentaquattrenne che si è fatta sterilizzare dieci anni fa, dopo il terzo figlio, ed ora si duole di non poter più procreare. No, dico. Stiamo scherzando?

Oggi, mentre andavo al lavoro, semiaddormentata e frustrata dalla pioggia, ho acchiappato il treno al volo, ed eccolo là. Un Metro nuovo di zecca, proprio sul sedile che avevo puntato.

Prima pagina: notizie dalla Libia. Non male, dai, leggiamo un po’ l’articol…

…ehi, un attimo. Dov’è sparito Gheddafi? Qui, a pagina 2, c’è soltanto Smokey, il gatto dalle fusa più rumorose al mondo. Un adorabile micio che ronfa come se avesse (testuale) “un piccione incastrato in gola” (si ringrazia la proprietaria per la commovente metafora). Pagina 2, ripeto. Due: pura pazzia. E io che credevo che gli italiani fossero imbattuti nell’arte della Notizia Inutile. Sconfortante, certo: mi consolo col fatto che il mio, di gatto, suona in modo normale.

 

3 commenti su “Londra, sempre Londra, fortissimamente Londra – prima parte

  1. 1

    Articolo molto divertente! Mi pare di vederle, le ragazze del venerdì sera! Aspetto il seguito! Grazie!

  2. 2

    ciao, mia quasi omonima.
    scrivi bene come sempre, LDN ha acuito solo il wit noto :)

    baci

  3. 3

    Uhh, grazie, grazie a entrambi, arrossisco. Spero troverete le prossime puntate all’altezza :)