CiaoCiao Italia #4: vizi canadesi

È davvero curioso come da un continente all’altro possa cambiare completamente la scala di valori a proposito di cosa è giusto e cosa è sbagliato… o, a seconda delle situazioni, di cosa è sbagliato e cosa è meno sbagliato.

In Canada, e in particolar modo in Ontario, le leggi sull’alcol sono piuttosto severe.

Qualsiasi tipo di bevanca alcolica la si può trovare solo in negozi specializzati e autorizzati (ricordo ancora la risata della commessa al supermercato quando le chiesi “Ma dove sono le birre?”), non è possibile acquistare o bere alcolici se hai meno di 19 anni e per questo motivo in molti posti i minorenni non possono nemmeno entrare; è vietato consumare bevande alcoliche in tutti i luoghi pubblici comprese strade, piazze, parchi e spiagge, e pensate che addirittura durante i festival e i concerti all’aperto c’è sempre un vero e proprio recinto per chi vuole bersi una birretta, ovviamente a prezzi astronomici. Per noi Italiani, che possiamo tranquillamente andare a zonzo per le città con la “morettona” in mano o fare un pic-nic al parco accompagnando il cibo con un buon vino, è davvero una cosa strana sentirsi così “ingabbiati”.

La cosa ancora più strana però è che è quasi normale sentire odore di marijuana in strada. Provate a passeggiare in un parco o nelle zone più frequentate della città e alcuni “aromi” piuttosto esotici raggiungeranno immediatamente i vostri recettori olfattivi. Non sto dicendo che qui sia legale furmasi una canna, sia ben chiaro. Non ho ancora ben capito come siano le leggi a riguardo, ma pare essere piuttosto tollerato.

A pensarci bene tutto questo forse ha anche un senso. Un ubriaco con le palle girate può causare seri danni a cose e persone che lo circondano, uno “fumato” al massimo vuole stendersi in un prato. Che poi quando andiamo al parco ci portiamo spesso le birre e nessuno ci dice mai nulla è tutto un altro discorso… probabilmente basta non diventare troppo molesti e bere da una borraccia (magari termica, che la birra calda non è un granché). :)

(Foto di Stefano Ginella)

 

12345 (voti 1, media: 5,00 su 5)
Loading ... Loading ...
Categoria: faccio cose, vedo gente - Segui i commenti per questo post: RSS 2.0
Puntata Precedente: Cartoline da via Foggia 28 Puntata Successiva Londra, sempre Londra, fortissimamente Londra – quarta parte

2 commenti »

  1. Il divieto non risolve il problema dell’alcolismo, tantomeno di quello giovanile. Ad esempio ho ricordi terribili della periferia di Edimburgo, dove turbe di adolescenti girano con bottiglie di Coca-Cola piene di liquidi dai colori improbabili e dall’odore nauseabondo fin dal tardo pomeriggio, mentre di notte ci si imbatte piuttosto facilmente in pestaggi sui mezzi pubblici e nudi integrali maschili fuori dai pub…
    In Italia storicamente abbiamo un’educazione all’alcol superiore ai paesi anglosassoni: bere vino è una cosa che i padri “insegnano” ai figli e la qualità mediamente alta del prodotto non può che aiutare un’ubriachezza più sana…peccato che negli ultimi anni questa educazione si stia perdendo e la pratica di bere per distruggersi stia sostituendo il bere per piacere, almeno in alcuni ambienti…

  2. Tom, in Canada (Toronto) il problema dell’alcolismo è risolto in maniera differente. La polizia si limita a farti abbassare il finestrino, a mettere la testa in macchina e a farti una domanda. Se puzzi di alcol ti portano spedito al primo comando di polizia!

Lascia un commento

Web Statistics