Pre-festa parte 4

- 23 Giugno 2011

Se l’erezione non puoi combatterla, almeno cerca di coprirla.
Trova un motivo, una scusa per mettere qualcosa, qualsiasi cosa, davanti al pisello.
Una mano, no: troppo volgare. Se hai una borsa, o una giacca, è l’ideale.
Ma è giugno, vaffanculo.
Il padre di Livia mi viene incontro.
«Claudio, piacere, io sono Fran…»
«Ma che bella questa foto!», e prendo in mano una cornice.
«È un parente?»
«Claudio»
«Sì?»
«È un’immagine di Martin Luther King»
«Ah. Be’, scusate. Io comunque sì, sono Claudio».
Con un rapido movimento del braccio mi porto la cornice davanti all’uccello, e porgo la mano al papà di Livia.
La sinistra.
Lui mi aveva dato la destra, così ruoto la mia di centottanta gradi e ci stringiamo la mano come farebbero due invalidi di guerra.
Ogni tanto butto l’occhio verso il basso. Cristo, non era proprio il momento di diventare la persona più adatta a fare da testimonial per il Cialis.
La madre di Livia mi strappa la cornice dalle mani, le dà una pulita e la rimette a posto. Io abbraccio Livia da dietro. Lei ha un sussulto. Lo sente. Mi dà uno schiaffetto sul braccio destro, io la guardo in stile che-ci-posso-fare.
«Ancora così stai?», sussurra.
«Eh, ho capito, ma…»
«E inventati qualcosa, cazzo».
I piedi di Alessandro compaiono sulle scale. «Ecco il festeggiato!».
E allora, a mali estremi, estremi rimedi.
Strategia numero tre: ponte levatoio.

La strategia del ponte levatoio è quella della disperazione. La più efficace senza dubbio, ma presenta un alto livello di rischio.
Perché consiste nel tirare rapidamente fuori il cazzo e metterlo in verticale, infilandolo tra la pancia e i pantaloni, all’altezza della fibbia della cinta.
In quel modo l’erezione non si vede, e mano a mano il pisello si sgonfia e scivola di nuovo nelle mutande.
Bisogna stare accorti a non metterlo fuori dalla maglietta, cosa che può accadere solo in seguito a un ingente consumo di sostanze stupefacenti, e a non farsi vedere mentre si compie l’operazione: è per questo che la maggior parte della gente lo fa in bagno.
«Ma è un Van Gogh, quello?»
Tutti si girano verso il muro est del salotto. Io mi afferro il pisello, lo metto in posizione, tiro fuori la camicia al volo e ci copro il tutto.
Si girano.
È andata.
È andata, cazzo, è andata. «No, Claudio, non è un Van Gogh»
«Ah, perché sembrava»
«È uno specchio, Claudio».

Ma non mi importa. Della figura di merda non mi importa. Perché il mondo è tornato a essere un posto vivibile. Sembra quasi che ci sia la sinistra al Governo, che i CSI siano primi in classifica, che la Roma abbia vinto lo scudetto.
Tutto è diventato un motivo per sorridere.
«Alessandro, bello, ciao!»
Sorridente, brillante, finalmente sornione, vado ad abbracciare il mio amico. Da ora, posso tornare a essere il pungente figliodiputtana di una volta.
«Claudio, tartine?» «No, sa, preferisco andare direttamente al primo. Ho un po’ la fissa della dieta, mi sento sempre un ciccione».

E fu un attimo.
Un attimo vero, come la durata della fama dei Prozac+.
Un attimo in cui tutto tornò a essere il vecchio, caro, amato errore. Dio Errore.
La madre di Livia sorride e mi alza la camicia.
«Ma che dici, sei magriss…».
La mano le si blocca quando nota che dalla cintola si vede fuoriuscire la mia cappella.
Si mette una mano davanti alla bocca, sbianca.
«Oh, mio Dio»
«Oh, che schifo»
« Ma Claudio, tu…»
«Cos’è quello?»
Guardo Livia, il padre e la madre.
Poi Alessandro.
Alzo di nuovo la camicia.
«È la tua candela, Alessandro. Tanti auguri!»

 

14 commenti su “Pre-festa parte 4

  1. 1

    Grazie mille! È stato fichissimo scrivere per voi.
    E l’idea di pubblicare una storia a puntate, a distanza di una settimana l’una dall’altra, è validissima.
    Ci sono state più persone ansiose di sapere come andasse a finire la storia, e non mi era mai capitato. Se si esclude tutto quell’universo di persone che mi hanno tenuto in pancia per 9 mesi prima di partorirmi, ovviamente.

  2. 2

    Opera grandiosa, ma forse surreale dopo la grande liberazione sessuale femminile e la facilità per un maschio odierno ad avere accoppiamenti multipli giornalieri.
    Ben diversa la situazione nella nostra gioventù, dove si doveva indossare un preservativo prima di uscire di casa il pomeriggio e tenerlo al suo posto fino a notte inoltrata, per non stroncare una possibile atmosfera che sarebbe potuta sorgere favorita dal buio e che avrebbe magari portato ad un misero fracoscetto tra due innocenti creaturine.
    E’ per questo che la nostra gioventù era destinata a durare poco prima della grande rivoluzione sessuale femminile,
    porca miseria

  3. 3

    …quale liberazione sessuale femminile?
    Cazzo man, infilare il preservativo prima di uscire di casa è all’avanguardia. E mi sa che ce l’hai abnorme. Il pisello, eh, non (solo) il preservativo.

  4. 4

    Il finale è grandioso ma tutto lo è complimenti Clà!

  5. 5

    mi è piaciuto. soprattutto la prima e l’ultima parte.
    si, si. ma toglimi una curiosità: perchè Adam Smith è tra le cose che odii?

  6. Silvia Berzetta
    6

    Aspettavo questo finale come mi capita poche altre volte, il classico “E ora come va a finire?”. Ammetto di aver maledetto ‘sta storia dell’uscita a puntate perché non mi faceva sapere subito… :)
    Ho provato a immaginare la faccia di Alessandro su questa battuta finale: sarà un giovane 2.0 e non si scandalizzerà o sarà perfettamente in linea con il resto della famiglia, così poco interessata ad apparire tollerante nonostante la tolleranza vada di moda ora? :)

  7. 7

    Devo dire, anche a me. La prima e l’ultima parte.
    La peggiore, comunque, la seconda.
    Adam Smith lo odio perché è il simbolo del neoclassicismo, un modello economico utopico almeno quanto quello comunista, e però il Comunismo è un’utopia!, mentre dobbiamo tendere a un modello di concorrenza perfetta!, non so se mi spiego.
    Insomma, dài: la teoria della mano invisibile. Io ho smesso di credere a Babbo Natale per molto meno.

  8. 8

    Ehm, il corsivo in teoria doveva sparire dopo “perfetta!”.

  9. 9

    @ Silvia, grazie di cuore, non me lo aspettavo sul serio.
    Su Alessandro lascio il beneficio del dubbio. Al racconto, comunque, hanno contribuito in maniera chiave anche gli ottimi editor di SettePerUno.
    Sito peraltro per cui riscriverò volentieri, anche se le escort che mi hanno mandato come compenso erano un po’ più anziane di quanto specificato nel contratto.

  10. 10

    Claudio, leggere il tuo racconto a puntate via Skype è quanto di meglio ci sia capitato negli ultimi due mesi.
    Firmato, due tue appassionate fans.

  11. 11

    Grazie zia, grazie mamma, siete meravigliose.
    Pulirò la stanza più spesso, come promesso.

  12. 12

    Niente male.
    Solo la fine, un po’ troppo surreale. Ma complimenti.

  13. 13

    E figurati che è stata anche (giustamente e opportunamente) edulcorata.

  14. 14

    Aahahahah! Il tuo blog lo devo far circolare. Il mondo deve sapere! Bellissima la storia!

    Dammi il cinque, ma non con la mano usata per la tattica n.3