X.

Prima di uscire, mi controllo allo specchio dell’ingresso per imprimere nella mente quello che sono oggi: alle undici di un sabato mattina, sono felice come non lo sono mai stata.

Qualcuno deve avermi ammonita sull’importanza di questo passo, parole che mi sono scivolate addosso leggere perché ne sono consapevole da tempo. Vedrò invecchiare colui che tra poco diventerà mio marito; mi impegno a stargli vicino anche quando la vita farà apparire questi giorni giovani come spensierati e leggermente stupidi. Stanotte, di nascosto, ho cucito in un orlo del vestito un bigliettino scritto da Stone, per avere accanto qualcosa di suo. Controllo l’orlo incriminato: è perfetto. Nessuno si accorgerà di nulla.

XI.

Ho scelto di sedermi in fondo per discrezione. Vedo entrare gli invitati e Stone, vestito in maniera impeccabile, con i capelli sempre troppo lunghi: non è cambiato dai tempi del liceo. Agata me lo presentò come il suo migliore amico, ma dimenticai presto quel gigante appesantito da un’imbarazzante miopia. Lei mi raccontava dei suoi successi accademici – adesso insegna letteratura inglese; siamo usciti un paio di volte in sua compagnia ma non ho mai capito le sue battute: le trovavo incomprensibili.

Dopo qualche minuto, Agata entra accompagnata dal padre. È bellissima e una stretta di felicità mi coglie alla sprovvista. Per anni mi sono addossato una colpa che forse non ho mai avuto: ho temuto di non saper amare veramente, anzi, di essere la causa di sofferenze altrui. Ho vissuto un’illusione, che mi ha reso consapevole di come ogni scelta porti con sé conseguenze inevitabili.

XII.

Penso che Agata abbia attraversato un momento di pura paranoia; non ho mai creduto si trattasse di una vera e propria malattia, anche se l’idea mi è balenata in testa più volte. Da allora le cose sono migliorate: qualche anno fa si è laureata e ora si occupa di libri d’arte. Continua a dipingere; prima o poi mia madre organizzerà una mostra dei suoi quadri. Bene, meglio tornare al rinfresco: non voglio perdere il taglio della torta. Spero di non commuovermi di nuovo: che figura farebbe la mamma della sposa in lacrime davanti ad una meringata?