Lo bramavo ormai da 3 anni e lunedì scorso, per tutta una serie di coincidenze, è stato il momento giusto per prenderlo. Così in pausa pranzo ho mollato tutto, colleghi, pc, pranzo, e sono andata al negozio più vicino a prendere quello che è il piccolo Steve*: il mio primo – e speriamo per molto tempo – unico e-book reader.

Ho preso un modello semplice e con poche funzioni: quello che mi interessa è leggere, senza distrazioni di sorta, senza necessità di sottolineare o fare orecchie alle pagine, cose che difficilmente (tipo una ogni 10 anni) faccio leggendo su carta, senza avere problemi di peso.

Sì, perché uno dei problemi che ultimamente mi impedivano di portarmi sempre dietro un libro era il peso: la mia borsa anche se tendenzialmente enorme è sempre più pesante, tra macchine fotografiche, agenda, lettore mp3, necessaire vari che potrebbero servirmi nel corso di una giornata fuori, e tutto ciò a discapito della lettura. Ogni tanto riuscivo a portarmi dietro un libro di 100-150 pagine, ma poi a un certo punto sono finiti e avevo solo tomi più pesanti e lì era un aut-aut: o la mia schiena o i libri.

E così, l’ho fatto. Ho preso il coraggio a due mani e ho detto “ora o mai più”, con tutta l’insicurezza di non aver trovato molte informazioni da chi aveva già questo modello. Alla fine mi sono trovata in mano un gioiellino: leggero, resistente, leggibilissimo. La sera per l’emozione, con mia sorella che dormiva, mi sono messa sotto al piumone a leggere con la torcia del cellulare ad illuminare lo schermo, scoprendo che non solo la modalità di lettura è ottima, ma è anche meglio della carta!

Le dimensioni e il colore di fondo dello schermo sono quelle di un tascabile economico usato, il peso è infinitesimale. Riesco a leggere ovunque: alla fermata del treno, a quella del tram, della metropolitana. E sul treno, sul tram, sulla metropolitana. Ai giardinetti. In piedi alla Asl mentre aspetto il mio turno. Al tavolino del bar. In macchina mentre aspetto qualcuno da prendere alla stazione. Sul divano della dentista mentre aspetto faccia effetto l’anestesia.

In realtà tutti posti dove leggevo anche prima, ma così in borsa posso mettere anche la macchina fotografica, il lettore mp3, volendo anche il netbook senza dover stare a scegliere cosa portarmi per poi pentirmi di non avere quello che poi mi sarà effettivamente utile.

Ho già finito un libro. Sì, ok, l’avevo iniziato sul pc tempo fa. Molto tempo fa. Erano 3 mesi che non lo aprivo e in quattro giorni l’ho finito, un volume di quasi 400 pagine. Metterlo sull’e-book reader è stato semplice, con due programmini (un converter e uno “gestore” della libreria) leggeri e facili da usare.

Una bella settimana, per essere la prima.

(*: il piccolino si chiama Steve, come lo zio Steve, ovvero Stephen King. Che se c’è uno da cui ho imparato a leggere, è sicuramente lui)