Diete IV parte

- 23 Aprile 2011

Vomito cento

Non mi hanno presa. Dopo l’audizione mi ha chiamato il professore, con molto tatto mi ha spiegato che cercavano un suono differente. Una scusa, in realtà ho sbagliato accordi semplici. Il fatto è che non riesco più a suonare, ho le dita bloccate.

È diventato impossibile segnare i rifiuti del cibo ingerito. Invece di andare dallo specialista, ho raggiunto i binari della stazione centrale. Ho vomitato anche là.

Domani torna Natalia, chissà cosa le hanno raccontato. Soccorrerà la sua incerta vicina biologica.

Mi sono graffiata la gola, il sangue esce insieme alla saliva e sporca il palato di succo acre.

Natalia non è stata conciliante, anche se voleva restare calma. Mi ha riempito di pareri, risposte e considerazioni. Patetico, non le ho risposto. La cosa più divertente è che anche lei vomita, solo che lei butta fuori per le nausee della gravidanza. Siamo alle solite: gesti uguali su premesse contrarie.

Ho trascurato di farglielo notare, i silenzi la fanno impazzire.

Natalia ha perso equilibrio, è fragile e malconcia. Parlava con mia madre di ansia e maternità. Sono complici mamme, per la meraviglia delle ecografie dei cuori.

Natalia sta a dieta: mangia finocchi e sedano, il sedano fa bene alla pelle. Mi sembra un’estranea: con malignità le ho chiesto a che punto della metamorfosi al posto delle dita amate cresceranno i rami. Mi ha risposto seria che un braccio se lo è già tagliato, che se dovesse potare rami e dita lo farebbe. Per sopravvivere si fa questo e altro.

E così mi è sembrata nuovamente umana. Stavo quasi per dirle di me. Sono patetica anch’io. Devo restare neutra.

Alla fine le ho detto tutto, colpe comprese. Natalia era venuta in camera per chiedermi dell’audizione andata male: nella mafia dei violini angelici accade tutto pubblicamente o quasi. Persone parlano, persone ascoltano. Sono stata a lungo zitta, perché temevo il pulpito illuminato. Poi lei è scesa verso di me e ha confessato che le sta succedendo lo stesso: non riesce più a fare musica, o meglio non ci riesce bene. Questo la fa soffrire, aveva previsto di amputare qualcosa, allontanandosi, ma quello che non poteva sapere era che la parte da tagliare precedeva l’appendice indispensabile del violino.

A quel punto le ho raccontato ogni cosa. Siamo rimaste lì a guardarci tra la luce della finestra. Eravamo proprio carine: le sorelle sceme che parlano come sorelle sceme.

Natalia è ripartita. Sarei tentata di continuare a vomitare, ma non c’è più godimento, le finte cause in finta fila mi hanno guastato il gioco.

In tutto ciò, proteggo un residuo di cattiveria: ho immolato tutto il mio corpicino, Natalia solo una parte.

Peccato che quella piccola parte sia il genio. Peccato, per lei.

 

Un comment su “Diete IV parte

  1. 1

    “gesti uguali su premesse contrarie”
    bellissima espressione, è la spiegazione di molte azioni uguali e al tempo stesso opposte