Diete I parte

- 2 Aprile 2011

Vomito 1

Mia sorella Natalia è convolata a giuste nozze.

Più che sorelle. Gemelle! Rispondiamo a chi ci chiede della nostra somiglianza.

È entrata in chiesa. Sullo strascico ci stavano comodi ottanta maharajah in libera uscita di volo, il marito era schiacciato sul fondo della navata. Gli abbigliamenti abbaglianti dei parenti ungevano un largo spettro di colori.

Il prete dimenticava di continuo il nome di Goffredo, lo sposo, oppure lo chiamava Gualtiero.

Buffet prezioso.

Lo hanno servito in un refettorio che dà sul chiostro a fianco della cattedrale. La sala rettangolare aveva sui lati lunghi le panche appoggiate al muro. I tavoli, ognuno con tovaglie bianche dai ricami diversi, guardavano al centro, dove erano le mense. Inebriante senso di vertigine.

Sono uscita nel chiostro. Quando la sacralità del luogo sarebbe svanita nell’assalto al buffet, sarei rientrata per confondermi tra gli altri.

Gustavo già i sapori nella solitudine della folla.

Così ho fatto: l’applauso l’ho raggiunto con la torta di salmone dopo il gateau marriage.

Quando sono uscita dal bagno, ho incontrato zia Renata:

«Poverina, hai uno sguardo stravolto. Anch’io soffro tanto ai matrimoni».

È entrata nel bagno e ha protestato per il modo in cui la gente lascia i servizi. Parla da sola zia Renata.

Da qualche tempo lo faccio anch’io.

Vomito 2

Sono tornata a casa, di pronto in cucina non c’era niente. Ho potuto ingoiare solo patatine, biscotti secchi, marmellata e pane in cassetta. Mia madre è comparsa mentre stavo aprendo una scatola di fagioli. Dalla sua cima eterna ha considerato che anche lei aveva fame, perché al matrimonio non era riuscita a mandare giù niente.

Vomito 3

In camera ho trovato un biglietto infilato tra le corde del violino. Io e Natalia abbiamo suonato tanto, tutto quel lavoro in conservatorio: tempo sprecato. Mi ricordo il callo che si infiammava, parente di un altro callo che ora ho sulla mano. Non accusavamo il dolore per non interrompere gli esercizi: niente scuola, niente sport, solo violino e battaglie con gli archetti. Poi mano nella mano, di nuovo insieme, ad amarci di amore viscido e gemello.

Devo mangiare. Ho le scorte nella cassapanca, sotto il piumone.

Deficiente, ho sbagliato il tempo e non riuscivo a vomitare. E dire che lo so, c’è un momento preciso da non superare, altrimenti il vomito non viene via facile. La mano e il suo callo non bastavano, ho preso un cucchiaino dal manico lungo. È stato molto utile, devo tenerlo in bagno per altre dolci occasioni.

Ho strappato il biglietto senza leggerlo.

 

2 commenti su “Diete I parte

  1. 1

    Esatto. Ed affilato. Non una parola di troppo. Parole che lasciano spazio all’immaginazione.
    Grazie, Patrizia.
    :-)

  2. patrizia rinaldi
    2

    Grazie a te, Emi.