Sul sedile accanto al mio 4

- 27 Marzo 2011

Listening to La Crus – Infinite possibilità

Una coppia. Un uomo e una donna. Un uomo e una donna che hanno pranzato insieme al bistrot convenzionato con l’azienda, che sono tornati nei quartieri dove si vede il cielo per intero, solo per vedere com’era il cielo intero, che si sono accarezzati anche da lontano, che hanno ingoiato sorrisi e parole e pugni nelle tasche.

Questa mattina gli occhi di lei sono lampadine spente, rivolte alla valigia ai suoi piedi.

Non va a lavoro, non scende alla solita fermata. Scende a quella successiva. È una stazione. Una stazione dove non mancano né gli abbracci né i McDonald’s. Una stazione frenetica, anche se lei avverte una gran calma dentro. Calma. O vuoto, non sa distinguere.

Oggi non ha fogli da firmare, caffè da bere, ha solo un treno da prendere. Oblitera il biglietto, guarda il numero della sua carrozza, poi quella del posto. Mentre cammina sul binario, guarda distratta intorno a lei: sorride al bambino che ha uno zainetto dal quale spunta un orsacchiotto, vede nell’aiuola una piccola margherita e pensa che sia coraggioso nascere vicino alla ferraglia. O forse è solo sfortuna.

Ha la valigia pesantissima, proprio sulla linea gialla, quella da cui allontanarsi quando sta per arrivare il treno. Lo vede. Sono l’uno di fronte all’altra. Il mondo diventa ombre, ombre e fumo, le bocche altrui si muovono ma pare non uscirne alcun suono, gli odori scompaiono. Loro due non parlano nemmeno.

Non parlano, eppure.

È tardi. La gente l’ha spinta in preda alla fretta.

Lei sale. Lui continua a guardarla. Vorrebbe dirle tante cose, ma non lo farà. Lei continuerà a dargli le spalle e non s’incontreranno, non si fermeranno. Aspetteranno il fischio del treno, che arriva, arriva sempre, perché certi viaggi sono inevitabili, e forse uno di loro due piangerà, o forse piangeranno entrambi.

E il tram aveva capito male, l’appuntamento era solo nei loro occhi, nelle loro fantasie. Diteglielo che non si sono mai visti al di fuori del sedile scucito del 14. Diteglielo che a volte siamo rette parallele che non fanno che aspettare quel punto all’infinito.

 

7 commenti su “Sul sedile accanto al mio 4

  1. 1

    Sei bravissima. Racconto spettacolare. Mi è piaciuto e mi ha emozionato un sacco! :)

    ivana

  2. 2

    Ma che gentile il tuo commento, Ivana. Te ne sono immensamente grata. E sono a dir poco felice che il mio raccontino ti sia piaciuto e che ti abbia emozionato.
    Grazie ancora! :)

  3. 3

    Che bel finale. Bello non per i due protagonisti, ma per com’è scritto e realizzato. Un pò inaspettato, un pò triste, ma spesso veritiero.
    Sei davvero molto brava e spero di leggere presto altri racconti. Hai talento da vendere!

  4. 4

    Certi tram si fanno troppi film!

    Un epilogo che dà una piccola coltellata al cuore.
    Brava!

  5. 5

    Il sole in questa giornata di pioggia sono i vostri apprezzamenti.
    Grazie mille!

  6. 6

    “Lei sale. Lui continua a guardarla. Vorrebbe dirle tante cose, ma non lo farà. Lei continuerà a dargli le spalle e non s’incontreranno, non si fermeranno. Aspetteranno il fischio del treno, che arriva, arriva sempre, perché certi viaggi sono inevitabili, e forse uno di loro due piangerà, o forse piangeranno entrambi.”
    WOW! Sono io… =) e chissà quante altre persone si sono riconosciute in queste parole…. parole che toccano dentro… dai, continua così… ;)

  7. 7

    Lusingata e felice :)
    Grazie davvero, grazie tante Mary!
    :)