Sul sedile accanto al mio 3

- 20 Marzo 2011

Listening to Dente – A me piace lei

«Ciao! Scusa, ero in bici, ho corso e rischiato di morire due volte per far presto!». Ommioddio, sotto la luce dei lampioni è ancora più bella.

«Ciao! No, non preoccuparti, sono appena arrivata anche io!»

«Ti porto in un posto incantevole. Hai fame?». Io ho fame della tua bocca.

«Poco. Ma come si dice, l’appetito vien mangiando, no?»

Arrivano nel locale. Parlano di lavoro, entrambi si sono chiesti cosa intende la macchinetta del caffè con “Bevanda al gusto di latte”. Sorridono tanto. Arrossiscono.

«Insomma, ami disegnare e ti ritrovi a fare l’impiegata. Immagino sia per i tuoi…». Si vede lontano un miglio che vuoi fare altro…

«No, no! È che in realtà non mi piace tanto… Disegno poco e male. Se avessi voluto, l’avrei fatto eh, io faccio sempre di testa mia!»

«Non volevo mica dire… No, ma si vede che hai preso in mano la tua vita e… l’hai trascinata in salvo! Scusa la citazione di Jovanotti…». Jovanotti? Jovanotti? Ma cazzo, ma Wilde no? Jovanotti!

«Adoro quella canzone.»

«Sì, carina…». Mi fa schifo. Ma se piace a te allora piace anche a me.

«So cucinare molto bene»

«Io invece so suonare il pianoforte molto bene». Molto bene… Diciamo bene.

«E fai anche tu l’impiegato…»

«Sì, ma perché era un laboratorio obbligatorio a scuola…». Dicevo a mia madre che ero a fare i compiti di matematica e andavo a lezione di piano. Leggo spartiti prima di dormire. Ed è per i miei che non sono un concertista.

«Il Notturno di Chopin mi commuove»

«Lo ricordo ancora bene, e lo suonerei volentieri». Lo suonavo spesso. Lo suonerei ancora per te, come una ninna nanna, per te, per te che sei così lunare.

Mangiano. Si scambiano i piatti, ridono. Chiedono altro peperoncino, poi altra acqua.

«Ho letto il nome che hai lasciato per prenotare il tavolo… Hai due cognomi».

«Sì, perché in famiglia siamo smemorati, così se ce ne dimentichiamo uno…». Ok, passi Jovanotti… Ma questa pessima battuta? Penserà che sono uno stupido.

E invece ride.

«A volte fa bene dimenticare chi si è…». Anche perché con te io divento un altro, uno che mi piace di più.

«O chi si è stati…»

«E sarebbe bene vivere il presente, il momento che ci fa sentire vivi». Tu, tu mi fai sentire vivo. Tu sei il mio presente.

«Cogliere le opportunità della vita, le emozioni, anche le paure».

Escono.

La città è immersa in un mantello di stelle.

Lui divora spartiti e odore d’inchiostro, insegue note e tasti, divora libri che hanno per protagonisti uomini che sbagliano, uomini che si perdono e lui non si sente solo soltanto quando la prende per mano e trova il suo posto.

 

5 commenti su “Sul sedile accanto al mio 3

  1. 1

    Carina l’idea di presentare i pensieri della parte maschile nella stessa situazione vista in precedenza.
    Lui sembra un tipo molto dolce.

  2. 2

    “divora libri che hanno per protagonisti uomini che sbagliano, uomini che si perdono”

    Solo chi si perde può fare scoperte che gli cambiano la vita ;)
    Attendiamo con ansia l’epilogo.

  3. 3

    Danny: Nella mia mente lui mi si è presentato come una persona dolce effettivamente :D Comunque grazie, contenta che ti sia piaciuta l’idea della “versione pensieri di lui” :)

    Giuseppe: Come darti torto :) Un bacioneoneone!

  4. 4

    Mi sono imbattuta per caso in questo sito…ho scelto tra gli altri questi mini racconti…E mi hanno colpito! Complimenti..mi piace questo modo di scrivere…voglio il seguitoooo!!!!!! =)

  5. 5

    Mary, grazie mille! Domenica potrai leggere la parte finale di questi mini racconti. Spero ti piacerà, poi fammi sapere! :D
    Grazie ancora, il tuo commento ha reso la mia giornata ancora più raggiante! ;)