Sul sedile accanto al mio 2

- 13 Marzo 2011

Listening to Patti Smith – Because the night

«Ciao! Scusa, ero in bici, ho corso e rischiato di morire due volte per far presto!»

«Ciao! No, non preoccuparti, sono appena arrivata anche io!». Ommmioddio sei ancora più bello stasera.

«Ti porto in un posto incantevole. Hai fame?»

«Poco. Ma come si dice, l’appetito vien mangiando, no?». Mangerei un bisonte.

Arrivano nel locale. Parlano di lavoro, entrambi si sono chiesti cosa intende la macchinetta del caffè con “Bevanda al gusto di latte”. Sorridono tanto Arrossiscono.

«Insomma, ami disegnare e ti ritrovi a fare l’impiegata. Immagino sia per i tuoi…»

«No, no! È che in realtà non mi piace tanto… Disegno poco e male. Se avessi voluto l’avrei fatto eh, io faccio sempre di testa mia!». Disegno anche sul rotolo di carta igienica mentre faccio la cacca. E sì, è per i miei che ora non sono illustratrice.

«Non volevo mica dire… No, ma si vede che hai preso in mano la tua vita e… l’hai trascinata in salvo! Scusa la citazione di Jovanotti…»

«Adoro quella canzone». No, non è vero, mi fa schifo. Ma tu sei bellissimo e se fossi un’altra ti direi che sono mesi che ti penso anche mentre spremo il bagnoschiuma ed escono le bolle, quando preparo la cena e metto sulla tavola un fiore rosso.

«Sì, carina…»

«So cucinare molto bene». Sì, i Quattro salti in padella… Sono una patetica bugiarda.

«Io invece so suonare il pianoforte molto bene!»

«E fai anche tu l’impiegato…». E non è per i tuoi, no?

«Sì, ma perché era un laboratorio obbligatorio a scuola…»

«Il Notturno di Chopin mi commuove…» Piangere. Mi fa proprio piangere. Perché sono una frignona anche se non ho le mestruazioni e piango anche se mi viene male un muffin.

«Lo ricordo ancora bene, e lo suonerei volentieri».

Mangiano. Si scambiano i piatti, ridono. Chiedono altro peperoncino, poi altra acqua.

«Ho letto il nome che hai lasciato per prenotare il tavolo… Hai due cognomi». Sticazzi se sei nobile, io scapperei pure domani con te, anche senza un euro in tasca.

«Sì, perché in famiglia siamo smemorati, così se ce ne dimentichiamo uno…». Mi fa ridere.

«A volte fa bene dimenticare chi si è…»

«O chi si è stati…». Una stupida. Sono stata sempre considerata alla fine, sempre dopo, sempre senza voce in capitolo e quando avevo possibilità di parlare me ne stavo zitta.

«E sarebbe bene vivere il presente, il momento che ci fa sentire vivi»

«Cogliere le opportunità della vita, le emozioni, anche le paure». Tu, sei tu che mi fai sentire viva.

Escono.

La città è immersa in un cielo blu Picasso.

Lei ruba piccole felicità, come se raccogliesse conchiglie su una spiaggia. Non dimenticherà nulla perché lei non dimentica mai, la sua memoria è resina e si ritrova i ricordi appiccicati ovunque, sulle spalle, sul cuore.

 

4 commenti su “Sul sedile accanto al mio 2

  1. 1

    “Lei ruba piccole felicità, come se raccogliesse conchiglie su una spiaggia. Non dimenticherà nulla perché lei non dimentica mai, la sua memoria è resina e si ritrova i ricordi appiccicati ovunque, sulle spalle, sul cuore.”

    Bellissimo!

  2. 3

    Molto bello, i pensieri di lei, così sinceri, così veri e così simpatici sono la parte che mi prende di più (anche perchè mi ci ritrovo parecchio)!
    Sei davvero brava :)

  3. 4

    Sei davvero gentile! :D