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Sineddoche: figura retorica in cui Charlie Kaufman sta per Genio

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Siete usciti dal cinema con la mente in confusione dopo aver visto Inception? Beh, se il film di Nolan non vi ha fatto dormire la notte per i troppi punti interrogativi, questo vi terrà svegli una settimana. Perché che il mondo onirico sia contorto si sa, ma invece l’opera di Kaufman è un sogno da svegli che dà le vertigini, un labirintico inoltrarsi nel luogo più misterioso dell’universo: la mente umana.

Un susseguirsi e sovrapporsi di realtà, fantasia, creazione artistica, piani temporali, micro e macroscopico, persone e personaggi, che mozza il fiato, e senza nessun effetto speciale mozzafiato se non una creatività illimitata. Un’apnea da cui si riemerge con tante domande, nuove visioni e un paio di certezze: Uno: Charlie Kaufman è un genio assoluto. Due: i grandi artisti sono tutti pazzi. Tre: il monologo del funerale dà dei punti a molti più celebrati monologhi della storia del cinema. Quattro: Charlie Kaufman è un genio assoluto.

Guarda il monologo del funerale.

Synecdoche, New York

Regia: Charlie Kaufman

Anno: 2008

 

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1 commento

  1. Ho visto oggi l’ultimo film di Kaufman, insomma, il mio ultimo: Human Nature.
    Ho scritto le mie impressioni sul blog, insieme a quelle suscitatemi da Il ladro di orchidee, l’indirizzo è http://cinemannaro.blogspot.com/2011/04/human-nature.html e sono d’accordo sul “Kaufman genio”.