Resipiscenza allora ieieieiè ieieieiè

Che parola vuoi adottare?

Resipiscenza.

Perché?

Perché non si tratterebbe di un’adozione di quelle che poi tutti i giorni ti ho in mezzo ai piedi, ma più di quelle con cui riempirsi la bocca, d’esotico ammantata, che magari per tutta la vita vi vedete solo in cartolina, tu e resipiscenza.

Che parola vuoi buttare?

Allora.

Perché?

Non tanto per la parola in sé, quanto per l’uso che se ne fa quando si esordisce dicendo allora volend’intendere ciò premesso, ed invece stai appena iniziando e di premesso non c’è un emerito. [Salvo allora nella sola accezione andavo a cento allora per veder la bimba mia, ieieieiè, ieieieiè.]

Fabrizio Gabrielli, apprendista resipiscente, ieieieiè ieieieiè

 

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1 commento »

  1. Il dizionario etimologico del buon Ottorino Panigiani lo indica con “resipiscienza”: riconoscimento del proprio fallo con emendazione. Che detto così fa pure un po’ paura.

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