«Viene domani. Non ci abbandona, Massimiliano.»

«Domani, sì.»

«Allora prima dormo io e te stai sveglio, poi te e sto io.»

«Ah, va bene.»

«Cosa.»

«Cosa?»

«No non a te.»

«È il tuo amico?»

«Dice che sta sveglio lui.»

«Sì? Allora noi dormiamo.»

«Buonanotte.»

«Vuoi che ti canto una canzone, Carlo?»

«Una bella, però.»

«Raasietaali iabani i grusci, paapli liii tumana nad rikoi, vikadiiila na biri Katjusha, na vesokiii berig na krutoi.»

«Azzurrooo, il pomeriggio è troppo azzurrooo! Mi accorgooo di non avere più stampelleee!»

«Non vuoi che canto, Carlo?»

«E alloraaa io prendo il trenooo, che cazzo ne sooo!»

«Non canto bene?»

«Ma il trenooo, no perché non si può ridere troppo, un po’ va bene, ma poi basta, capito? Dormiamo adesso. Buonanotte.»

«Buonanotte. Viikadiiila pesse zavadiila, pra stipnoooga, no. Pra stipnoooga, no. Pesse zavadiiila.»

«Stai zitto adesso!»

«Sai cosa vuole dire, questa canzone Carlo?»

«Non lo so, dormi!»

«Una ragazza ha il fidanzato in guerra, Carlo. Mi ascolti?»

«Dormi cazzo!»

«La nebbia è sopra il fiume, i meli e i peri hanno i fiori.»

«Eh no, o hanno i fiori i meli, o i peri!»

«No, la canzone, Carlo, la canzone.»

«Porca puttana scegli!»

«Ah, va bene. Dormiamo. Ave Maria, prega per noi peccatori, soprattutto per Carlo peccatore.»

«Amen, zitto.»

«Dante! Dante, svegliati!»

«Ah? Eh?»

«Che cazzo fai, dormi?»

«Ah, no no. Io riposavo.»

«Dante sai cosa conta nella vita?»

«Cosa? Cosa è che conta, Carlo?»

«Che hai qualcuno.»

«Ah, sì. È vero, questo.»

«Torniamo a casa?»

«Non sappiamo strada, Carlo.»

«Io la so.»

«Ah, la sai?»

«E già che la so.»

«E Massimiliano?»

«Massimiliano ci ha traditi.»

«No, dici tu così, magari successo qualcosa.»

«Torniamo a casa.»

«Oh. Va bene.»