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I bimbi grandi 1

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«Massimiliano? Massimiliano! Carlo sai tu dire a me dove è?»

«Te hai la testa grandissima. Proprio grandissima.»

«Eh, sono idrocefalo. E anche non vedo, io, sai?»

«Ma qui sopra cos’è st’affare? Questo. Questo qui, senti?»

«Sì, no, non schiacciare, è una ciste, non schiacciare.»

«Sembra un pulsante.»

«Carlo?»

«Eh. Cosa c’è, che cazzo vuoi!»

«Io devo fare pipì.»

«E falla.»

«Ah, cerchiamo un bar.»

«No, dobbiamo aspettare Massimiliano!»

«Ma devo fare.»

«Falla qui, no?»

«Mi vergogno.»

«C’è il bagno disabili?»

«C’è quello degli uomini, delle puttane e dei disabili.»

«Come, come delle, come?»

«Delle puttane, le donne no? Io non mi vergogno, di pisciare. Sai perché?»

«Perché Carlo?»

«A casa giravo nudo. Mio padre mi menava, me le dava e mi costringeva a fare il libidinoso con mia mamma. Beveva e ci pestava. Ma perché ti accarezzi il pisello?»

«Non accarezzo, schiaccio perché aiuta pipì.»

«Ah, come se lo spremi. E viene? Non viene, però.»

«Per favore te non mi guardi.»

«Mi tiro giù i pantaloni, voglio guardarmi il pisello nello specchio.»

«Però, per favore, sei girato?»

«Porca puttana non ci arrivo! Massimiliano è un amico. Anche in camera, mi lascia stare nudo. Nudo sul letto, sto bene. Anche te puoi stare nudo.»

«Sì, ma, io mi vergogno.»

«Ti vergogni? Hai paura che ti guardo il pisello? Non te lo guardo il pisello, magari te lo guardo, ma poco, così, non perché mi piace il pisello, a me mi piace la figa, capito? La figa, mi piace a me! Non sono mica cupio! No! Non sono cupio! No! Te stai zitto!»

«Non ho detto niente, Carlo. Non ho, non ho detto niente.»

«Ma no, ce l’ho con lui, non con te.»

«Lui?»

«Te non lo vedi, è un mio amico. Un amico immaginario, non c’è, non lo vedi. È bravo, solo che è un po’ cupio. Non ce l’ho coi cupi, per me possono cagarsi addosso, ma ogni tanto, tak! Mi insulta! Così! E stai zitto, sto parlando con Dante! Comunque è bravo Massimiliano, eh.»

«Sì è bravo.»

«Anche quando sono arrabbiato, no? Quando sono incazzato! Mi ascolta sempre. E mi lascia cagare mezz’ora, anche un’ora, capito? E non mi sgrida. Mio padre se stavo in cesso non potevo chiudere la porta, e mi obbligava a farmi le seghe vicino a mamma, diocan che botte, basta sto bravo, promesso. Dove cazzo è Massimiliano, cosa fai?»

«Una preghiera, Carlo. Ave Maria, piena di grazia.»

«Non le so le preghiere.»

 

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2 commenti

  1. simone

    ci sarebbe uno spazio tra “Mi vergogno” e “C’è il bagno disabili?” a segnare lo stacco.

  2. simone

    :) grazie