Promemoria per proseguire 3

- 17 Febbraio 2011

Autunno – il compleanno di Alessandro

Sui morti circolano idee edulcorate: si è sparsa la voce che diventando etereo uno migliora, lascia le sue grettezze, smussa i toni. Chissà chi ha messo in giro queste leggende. Da quando sono morto sono schifosamente geloso di mia moglie. Non solo. Anche di mio figlio. Tutte le volte che quel Luca gli si avvicina per dargli una carezza, io tiro fuori la testa come una tartaruga e gli azzanno la mano.

Purtroppo quasi sempre senza successo, dato che ho la sfortuna di essere trasparente. Una volta però devo averlo morso davvero, gli ho lasciato un segno rosso sulle nocche, lui se n’è accorto e ha detto Iris, amore, chiudi la finestra che entrano le zanzare. Iris e amore, due parole che una accanto all’altra nella sua bocca mi hanno fatto dare di matto. Per fortuna Tancredi è un bambino sveglio, fa delle cose meravigliose. Per esempio se quel Lucastro cerca di scimmiottarmi e li porta a fare una gita, lui si accovaccia di dietro e punta le ginocchia contro il sedile del guidatore ficcandogliele nella schiena. E quello, pur di non inimicarsi Iris, sta zitto e guida tenendosi il dolore.

Ieri ho visto gli occhi di mia moglie illuminarsi e mi si è scaldato il cuore o qualsiasi cosa ci sia adesso al suo posto. Era la prima volta dopo quel giorno di primavera in cui me ne sono andato senza il tempo di salutare. Subito però sono tornato in me: fortuna che quello non l’aveva vista. È furba Iris, ha sorriso girata verso il muro fingendosi impegnata a togliere la polvere. Ma che c’era da sorridere? Sì è vero, quello aveva fatto una battuta divertente, e allora? Si era dimenticata che ero morto, che il mondo che avevamo costruito insieme non c’era più, puff, distrutto, dissolto? Mi stava lasciando andare? No. Poco dopo con una scusa si è messa a piangere a squarciagola mentre buttava quello fuori casa e gli urlava basta, che ti credevi, sei stato l’avventura di un’estate, davvero pensavi che potessi entrare nella mia vita, nella mia vita non c’è più spazio per nessuno. Ha chiuso la porta e ha continuato finché non si è afflosciata come un fiore appassito. Iris, le ho detto, coraggio, non fare così, sono qua, ce la faremo insieme amore mio. Non ha sentito. È andata in camera da letto e ha guardato la mia foto con occhi esausti che fumavano odio, poi si è buttata sul letto e si è messa le mani sulle tempie. Nella sua stanza Tancredi faceva finta di dormire. Che casino ha combinato la mia assenza?

Oggi Iris e Tancredi andranno a portarmi i garofani perché è il mio compleanno. Ho deciso che vado con loro anche se quel posto non mi piace per niente. Mi metterò tranquillo vicino alla lapide e quando se ne andranno resterò lì. Per un po’ non mi farò vedere in giro. Certo, non mi riconosco più: dov’è finito il morto che piuttosto che farsi soppiantare da quel Lucastro avrebbe scatenato un poltergeist?

Eppure non riesco a scordare il calore nel sorriso di Iris, anche se è stato solo un attimo. E poi sono stanchissimo. Me lo merito anch’io, qualche giorno di riposo.

 

2 commenti su “Promemoria per proseguire 3

  1. Andrea Rényi
    1

    Anche questa puntata è bellissima.

  2. 2

    li ho divorati, tutti e tre. non sai che gioia leggerti. grazie :*