Caso e Caos sono due fratelli. Hanno un po’ di anni di differenza ma gli occhi sono gli stessi. Caso, il più grande, porta spesso pantaloni lunghi e una felpa morbida che gli copre leggermente i fianchi. Caos invece abbina maglie a pantaloni improponibili, spesso a scuola viene deriso per le sue calze spaiate o per i maglioni infilati al contrario.

A scuola, Caso e Caos vanno assieme. Caso prende lo zaino, se lo mette in spalla e si incammina senza pensare a nulla. Caos invece trotta giù dalle scale e spesso esce di casa senza nulla. Arriva a scuola e viene preso in giro dai compagni anche per questo. Quando la maestra consegna la verifica, Caso prende in mano la matita e quasi controvoglia spunta le caselline che gli piacciono di più. Caos invece suda, diventa rosso e si maledice. Ha studiato ma il panico gli ha sbianchettato il cervello. Tabula bianca vernice.

La settimana dopo, Caso prenderà buono, Caos dovrà andare a colloquio con la mamma il sabato mattina. I due fratelli così diversi durante l’intervallo siedono sulla siepe e mangiano una mela. Non parlano ma grugniscono come cinghiali.

Fissano in silenzio una bambina. È nuova, è diversa. Già è inglese e ha un nome che finisce con una H senza nessuna vocale dopo. Faith, un nome femminile, “Ma la mamma mi ha detto che vuol dire Destino. È una maschia femmina”.

Quando si prendono le cotte da bambini, tutto sembra più bello. Forse perché ci si innamora nell’intervallo tra un succo di frutta e una crostatina.

Caso e Caos si innamorano così, con le guanciotte rosse dell’innamorato che parla alla sua bella. Si innamorano così in maniera completamente diversa. Caso è attento agli spostamenti della bimba, la segue con lo sguardo senza mai fissarla. Però a volte è costretto a raccogliere in pieno il nero delle sue pupille e così Caso le dona un sorriso timido. Caos sulla panchina non riesce a stare fermo, vorrebbe alzarsi e regalarle la sua merendina “ma chissà se le piace l’albicocca e se non le piace che figura ci faccio? Devo dire alla mamma di prendermele al cioccolato, il cioccolato piace a tutte”, poi immancabilmente si dimentica di dirlo alla mamma e rimane così seduto ad agitare i piedi.

Caos e Caso sono spiazzati: alla sua vista la merendina diventa un grosso pezzo di marmo che i succhi gastrici non possono sconfiggere così la barca marmorea rimane a galleggiare nel mare acido in tempesta. Quando si è innamorati non si sentono le farfalle, ma le onde che si schiantano contro la pelle. E il marinaio deve fare una fatica immensa per rimanere in vita.

Caos e Caso non riescono a fare nulla. Un’influenza senza febbre li destabilizza alla vista di Faith. Lei sull’altalena, lei sul termosifone, lei in coda al bagno. Una debolezza della carne, una spada nel cuore quando aspirano il suo profumo mentre si gioca a guardia e ladri. Un’apatia che non riescono a vincere, così molli e vuoti rinunciano alla conquista del castello. Giù le spade e i vessilli, giù gli occhi alla vista di Faith, giù le guance calde di amore. Giù tutto.

C’è una cosa che il caos e il caso non possono controllare. È il destino. È Faith.

Inganni, fermata Inganni.